PROGRAMMA DELLA CIVICA SCUOLA REALE SUPERIORE DI TRIESTE PUBBLICATO ALLA FINE DELL'ANNO SCOLASTICO 1908-1909 TRIESTE STABILIMENTO ART. TIP. ü. CAPRIN PROGRAMMA DELLA CIVICA SCUOLA REALE SUPERIORE DI TRI ESTE PUBBLICATO ALLA FINE DELL'ANNO SCOLASTICO 1908-1909 TRIESTE STABILIMENTO ART. TIP. G. CAPRIN 1909. GIORDANO BENCO SULLE FONTI DELL’ „ORESTE“ Dl VITTORIO ALFIERI Quando 1’ Alfieri presentö le sue tragedie al giudizio del pubblico e della critica, ammiratori ed avversari indistintamente riconobbeio in loro il pregio deli’ assoluta originalitä L’ autore fu considerato quasi un iconoclasta che ostentativamente si compia cesse d’ infrangere le secolari consuetudini dell’arte tragica 1). L’ unanimitä di questo giudizio, per quanto sulle labbra di taluni critici esso suonasse piuttosto rimprovero che lode, inor-gogll 1' Alfieri che in piü luoghi della Vita e dei Pareri insiste sulla propria originalitä e mostra di tenerci grandemente Col-1’ ammettere perö d’avere quasi esclusivamente rielaborati soggetti gik trattati da altri2), egli viene a tiegarsi da se la facoltä inven-tiva, intesa come potenza evocatrice di miove figure e di nuovi caratteri, e a restringere per conseguenza il campo della pto-pria personalitä al metodo, a quel felice metodo di ricostruzione che gli permise di ritrarre, con un semplice rimaneggiamento deli’ azione e senza quasi nulla aggiungere del suo, situa/.ioni nuove e contrasti psicologici insolitamente forti da argomenti giä frusti. L’ inventiva vi si manifesta negativamente, vale a dire nell’abilitä di „disinventare“, come dice 1’Alfieri, di sopprimere cioe personaggi secondari e confidenti, di sfrondare 1’azione dagli episodi accessori, per modo da ridurre la tragedia di stampo classico ad uno Schema semplicissimo, quasi scheletrico Di questa sua „rigida maniera“ egli vuole avere la proprieta assoluta, non e disposto a condividerne la paternitä con chicchessia, e prevedendo che la critica avrebbe un giorno tratte alla luce le opere teoriche del Voltaire in cui quest’ autore propugna una riforma del teatro tragico corrispondente appieno a queila ese-guita dall’ Alfieri, questi s' appiglia al mezzo estremo di negare ogni influenza dell’ autore francese sullo sviluppo del suo teatro. 1) Erailio Bertana : Vittorio Alfieri, Torino, Loescher, 1904. Cap. XX. 2) Nel tParere dell'autore sulle presenti tragedie“ 1’Alfieri ammette che la materia e.nuova soltanto in sei su diciannove tragedie. Non e tanto la ripugnanza a professarsi debitore ali’ abor-rito Ser gentiluom di camera del Re“, ne la contrarietä ad ammettere di dovere proprio a lui una fra le sue piu pregiate tragedi e, ehe lo spinge ad escludere ogni e qua Išiasi rapporto di dipendenza fra il proprio Oreste e 1' Oreste volteriano, quanto la necessita 111 cui trovasi di adombrare in una col tragico ehe gli ha offerto 1’ argomento d'una data tragedia il teorico dal quäle ha desunto in gran parte il suo metodo o almeno il con- forto morale deli’ autorevole consenso prima di tradurre in atto un vasto progetto di riforma sortogli spontaneo nella mente*); del quäle consenso 1’ Alfieri, poeta in allora novellino, ed, in questioni letterarie, rispettosissimo del principio d' autorita, non poteva fare a meno. Le prove non richieste che in tono aspro e polemico 1' Alfieri adduce nella Vita, a purgare da ogni eventuale taccia di plagio 1’Oreste ed il Bruto Minore2),. proprio quelle tragedie che, per 1’ identita della materia, si potrebbero sospettare ricalcate sulle omologhe volteriane Oreste e la Mort de Cdsar. hanno appunto lo scopo di sviare 1’ indagine critica da questo autore nel quäle sospettava si potesse trovare piü ehe gli abbozzi di due singoli azioni drammatiche, 1’ idea madre stessa della riforma teatrale per cui 1’ Alfieri era salito in fama di innovatore originale ed ardito. Che 1’Alfieri si sia deliberatamente macchiato d’ingratitudine letteraria negando al Voltaire quello ehe sapeva essere del Voltaire, si poträ difficilmente asserire; e piü probabile ehe la coscienza d' avere attuato ciö che il Voltaire aveva puramente vagheggiato o tentato con esito infelicissimo, abbia fatto velo al giudizio d’un impulsive come 1’Alfieri e 1’abbia suggestionato sino a credeisi 1' ideatore d’ una riforma di cui era soltanto 1' esecutore. L’ odio che portava ai Francesi in genere e al filosofo di Ferney in particolare 1’ avrebbe tratto, e lo trasse in-fatti nei Pareri, a farsi bello della sua tragedia d’ Oreste come di un trionfo personale sul Voltaire in una competizione cercata e voluta, ma egli nella Vita sappiglia piuttosto al partito di negare ogni sforzo di competizione da parte sua, di affermare con uno sfoggio insolito di prove che la tragedia *) Cfr : Vita, Epoca III, Cap. IV. L’Alfieri vi liana come 1’idea di sempli-ficare la tragedia sorgesse spontanea in lui nell' udire una compagnin di comici francesi, sin dal 1767. 2) Epoca IV. Cap. V e Cap. XVII. del poeta francese gli era ignota quando scrisse la sua. Ora, poiche il raffionto fra le due tragedie deve necessariamente sta-bilirne le analogie troppo evidenti, e chiaro ehe 1’ Alfieri difende questa causa soltanto rpour 1’honneur du drapeau“, per difen-dere cioe sino ali’ estremo 1’ originalitä della sua ,rigida maniera“ ehe dali’ ammettere una parentela qualsiasi fra le due tragedie d’Oreste risulterebbe irreparabilmente compromessa. Come ammettere infatti d’ aver letto, meditato ed imitato, seppure per correggerlo, 1’ Oreste volteriano senz' ammettere in pari tempo d'aver lette e meditate le teorie sul teatro contenute nell’,Epftre k Son Altesse Serenissime M4 la duchesse du Maine“ e nella „Dissertation sur les principales tragedies anciennes et modernes qui ont paru sur le sujet d’ Electre“, gli seritti critici insomma in cui il Voltaire venne svolgendo le sue teorie, tanto conformi alle alfieriane, sulla tragedia e di cui 1’ uno precede e 1’ altro segue, a gnisa d’ illustrazione e di difesa, la tragedia volteriana d’ Oreste ? L’ Alfieri comincia nella Vita ad ostentare 1’ originalita sua la dove viene a parlare delle prime tragedie composte secondo il nuovo sistema, ch’e quanto dire la dove, adducendo senza reticenze le fonti, sarebbe costrelto a fare il nome del Voltaire. E 1’ Antigone infatti la prima tragedia ehe 1’ autore dichiara „non imbrattata di origine esotica“ L); ed e in questa ch’ egli procede alla piü essenziiile semplificazione della tragedia classicheggiante col bandirne i personaggi secondari ed oziosi, come si rileva dalla nota apposta all' idea di questa tragedia : „Si pud far senza Menete“2), e dal Parere in cui dice „che gli nasceva per la prima volta il pensiero di 11011 introdurvi ehe i soli personaggi impor-tanti all’ azione“. Mentre per le tragedie precedenti 1’Antigone, non esita a professarsi debitore agli aborriti Francesi.3) dali' Antigone in poi s’ impunta al solo sospetto ehe si possa incolparlo di plagio. Ora a prescindere da un’ osservazione del Bertana il quäle nel procedere di Creonte nella tragedia d' Antigone scorge un liflesso del movente politico predominante nell’ Egisto dell’Oreste volteriano, sta il fatto ehe 1’ Antigone fu ideata e stesa quasi ') Epoca IV. Cap. II. 2) Vedi Notizia intorno agli autografi dflle tragedie di V. Alfieri per C Milanesi, preposta alle Tragedie. l.e Monnier i86b. SJ Epoca IV. Cap. 11. čontemporaneamente con le tragedie gemelle d’ Agametinone e d’ Oreste,1) nella quäl’ ultima si manifesta direttamente 1’ azione del tragico Voltaire. E bensi vero adunque che 1’ Alfieri, modi-ficando il tipo della tragedia classicheggiante di marca francese, veniva ad emanciparsi dal Racine e dal suo tipo antiquato di tragedia. ma per cadere sotto 1’ influenza d' un altro francese, il Voltaire, la cui azione riformatrice dovette farsi sentiie partico larmente nel periodo in cui attendeva ali’ Antigone ed all’Oreste e si proponeva di applicarvi il suo metodo di semplificazione. Contro queste ovvie conclusioni stanno, a vero dire, le due notizie ehe 1’ Alfieri riporta nella Vita a riprova deli’ originalitä del suo Oreste, notizie ehe, sebbene inverisimili. possono sostan-zialmente esser vere Gettar lungi da se in un trasporto di col-lera il volume delle tragedie di Voltaire, per avervi scorto nella prima pagina aperta a caso il titolo : Oreste, tragedia, e atto ehe pienamente s’ attaglia ali' indole impulsiva deli' Alfieri ; e in quanto al secondo fatto, il iiome del Gori-Gandellini alla cui memoria 1’ Alfieri doveva pur tanto di venerazione da non coin-volgerlo in una storiella inventata di Sana pianta, ci sarebbe sufficiente garanzia. Ma ammessa pure 1’ attendibilitä di questi due fatti, essi non infirmano punto le logiche conclusioni della critica, giacche ne il primo esclude ehe 1’ Alfieri, sbollita la col-lera, abbia ripreso piü tardi il volume per rileggerlo a mente serena, ne il secondo ci vieta di supporre ehe il volume negatogli dal Gori se lo fosse portato seco da Torino a Siena o se lo fosse fatto prestare da altri, tanto piü ehe non erasi recato a Torino solo per la frivola ragione dei cavalli, ma anche per istudiare 2) e per rifornirsi di quanto fosse necessario ad un piü lungo soggiorno in Toscana, dunque anche di libri. Sarebbero perciö ancora, per dirla col Bertana, due bei gesti o meglio due scatti fra i tanti ehe la Vita ne contiene, rispondenti non al criterio del poeta, ma ali’ indole sua scontrosa ed impulsiva. Essi proverebbero tutt’ al piü che quando piü forte e piü diretta si manifestava 1'azione del Voltaire sull’ evolversi del suo teatro, quando 1’ autore francese era veramente per lui il maestro del-1’ arte 3) che gli rischiarava e spianava la via, 1’ ombrosa *) Ideate tutt' e tre nel corso del 76, stese nel 77. 2) Lo dice espressamente nella Viia. Epoca IV. Cap. III: Non rallentai punto lo studio in quell’inverno. 3) Nel Parere al Copitolo Invenzione cita il Voltaire fra i grandi maestri delP arte. individualita del 1’ A1 fieri si risentiva di questa dipendenza come d’un servaggio Divenutagli sempre piu incresciosa di mano in mano ehe 1’ wrte sna si afitrancava e consolidava in una serie di prove felicemente superate, egli cerco un sollievo al brueiore perpetuo di questa camicia di Nesso nel vano divincolarsi per nasconderla agli occhi altrui senza pensare ehe cosl appunto veniva a rive-lare il suo secreto tormento. Quelle opere del Voltaire ehe affettava d’ignorare ancora ali’ atto di licenziare al pubblico il suo Bruto1), avrebbe egli aspettato a leggtrle quando era giä divenuto egli stesso un con-sumato maestro deli’ arte, nei due anni cioe ehe intercorsero fra il Bruto Minore e i Pareri,2) in cui di esse livela sl ainpia e profonda conoscenza ? Pila a chiarire quanto vi sia d’ inverosi-mile nell’ esposizione della Vita rispetto alla sua asserita inscienza delle opere volteriane, basta il raifronto fra le due tragedie d' Oreste. * * * La critica ha potuto assodare 1’ analogia intercedente fra le due tragedie d’ Oreste col metterne in rilievo le numerose concordanze di nomi, frasi ed espressioni, e piu ancora col rile-vare il costante parallelismo nei caratteii e nelle azioni dei per-sonaggi. Ora quest’ analogia risulta ancor piü evidente dal raf-fronto fra le azioni drammatiche medesime, dalla trama adunque dei due lavori. L’Alfieri, ben dice il Bertana, „condensa, sfronda e scorcia“, ma egli lo fa nel campo altrui. Certamente ben poco rimane nella sua tragedia della macchinosa trama del lavoro francese, ma anche quel tenue filo ch’ egli viene svolgendo nei suoi cinque atti fa capo della matassa arruffata ehe il Voltaire gli presentava ed in cui 1’ occhio del critico puo riconoscerlo e seguirlo se pure s’intrichi e s’imbrogli con altri fili disordinati. L’Alfieri moströ rara perizia ed abilitä, originalitä, se si vuole, nel separarlo, nello sbrogliarlo dagli altri, nello svolgerlo ordinatamente per una serie d’ atti e di scene, ma 1’ idea, la trovata, che quel tilo rappresenta, non e in origine sua. A ehe cosa deve 1’ Oreste alfierano la sua straordinaria fortuna se non ali’ essere una tragedia episodiea, una tragedia ‘) Vita, Epoca IV. Cap. XVII. 2) Vita, Epoca IV Cap XVIII. in cui la peripezia avviva al momento opportuno 1’ interesse dello spettatore ? L’azione e con essa 1’interesse culmina infatti nella celebre serie di scene deli’ atto quarto comprendenti il racconto e la mirabile gara d’ abnegazione fra Oreste e Pilade. Subentra quivi la peripezia, e viene a ritardare la catastrofe e ad avviare l’azione ad uno scioglimento inatteso, contrariamente alle teorie deli’Alfieri che di episodi non voleva saperne e tanto nneno di rimpolpare con essi i suoi quart’attiJ). Ebbene questa scena veramente capitale nella tragedia, questa scena che col succedersi rapido incalzante di episodi im-preveduti tocca 1’ estremo limite della teatralna, e in fondo un capolavoro di condensazione, giacche i suoi vari elementi si trovavano giä disseminati per entro la farraginosa tiagedia fran-cese Se il racconto del finto messaggero e nel Voltaire sostan-zialmente diverso, esso da luogo alle medesime interruzioni di ( litemnestra ed alle medesime risposte aspre e taglienti di Oreste ehe insinuano il primo sospetto nell’animo del tiranno2). II quäle sospetto viene in tutti e due gli autori confermato da una mossa imprudente di Elettra3). Insomma gli autori si sono giovati del medesimo doppio effetto della madre e della sorella che per eccesso d’amore determinano la rovina del figlio, rispettivamente fratello, ponendolo esse medesime nelle-mani del tiranno Meno la gara finale d’ amore e di sacrificio fra Oreste e Pilade, tutti gli espedienti usati dall'Alfieri per portare all’estremo grado femozione degli spettatori, gli furono suggeriti dal testo francese, al quäle devesi pure se, scostandosi dallo Schema regolamentare delle sue tragedie, ha creato questo quai t’atto, unico in tutto il suo teatro che segni un crescendo nell' azione, che venga anzi a darle una piega inattesa. La peripezia, comune af due autori, dello smaschei amento e arresto del protagonista ha creato per tutti e due la necessitä di escogitare un epilogo diverso da quello adottato dai classici greci. Ora anclie in questo essi battono la medesima via, anzi 1’ uno ricalca le orme dell altro. Oreste non deve piü il suo finale trionfo al la propria energia e risolutezza ; anzi, essendo caduto lui stesso per la propria temerita in balia di Egisto, soltanto una l) Nel Parei'e al cap. Invenzione vanta «la soppressione di ogni episodico incidente* ed al cnp. Sceneggialura pone come norma «pochi quart’ attit. ’2) ln Voltaire. Atto 111. Sc. VI. 3) In Voltaire. Atto IV. Sc. VII. — n — forza estranea puro ormai salvarlo in una alla sua causa pressoche disperata. 11 „deus ex machina" a cui ricorrono ambidue gli autori e il popolo che pone riparo alle follie d’Oreste all’ultimo momento e ehe interviene nelle identiche cireostanze; quando cioe Oreste vien tratto a morte, egli si noma al popolo e questo lo proscioglie. Che questo fatto ci venga uarrato da DimasJ), uffiziale d’Egisto, o da Elettra2), ehe venga riferito in una scena piuttosto che in uir altra, sono circostanze di niun rilievo, dipendenti dalla struttura particolare delle tragedie, logica e serrata nel testo italiano, prolissa ed arruffata nel modello francese, ma che nulla per vero tolgono alla perfetta identita della trama. Anche nel matricidio c’ e piena corrisponden/.a fra i due autori. II delitto voluto e premeditato viene in omaggio alla sen-sibilita deli’ anima moderna trasformata in uti' azione involontaria commessa da Oreste in lino stato di parossismo o di alienazione mentale. A cič servono di preparazione varie scene degli atti precedenti, in cui gl i autori si studiano di accentuare q:tel senti-mento d’ orrore misto a simpatia ehe s’ ispirano vieendevolmente Oreste e la madre Un incontro da solo a solo fra madre e figlio viene oppor-tunamente a precedere la catastrofe in ambe le tragedie, e se 1? Alfieri lo fa succedere sotto gli occhi degli spettatori in una scena apposita mentre il Voltaire lo fa narrare da Oreste8), gli accenti e i colori sono quasi i medesimi; 1’ unico divario note-vole e in cio ehe 1’autore italiano, molto piü conseguente, si guarda bene di sformare la concezione moderna ed umana d’ Oreste matricida in un accesso di pazzia con inopportune intromissioni di forze sopranaturali, alle quali il Voltaire, ondeg-giante anche qui come in tutta la tragedia fra imitazione ed invenzione s’ e lasciato trascinare dali’ esempio dei classici Con qnesti s’ accordano entrambi gli autori nel sottrarre il matricidio agli sguardi del pubblico : 1’ Alfieri lo fa questa volta, per ovvie ragioni di convenienza, contrariamente alle proprie teorie, ma non tanto questo deve stupirci quanto piuttosto il dimenticare Oreste di aver solennemente giurato di scannare Egisto sulla tomba del padre. L’ Oreste volteriano noti vien meno a questo medesimo impegno, ma egli pud farlo, trovandosi la tomba dietro ‘) Atto V. Sc. IV del Voltaire. 2) Atto V. Sc. IV deli’ Alfieri. ;!) Alto III. Sc. VI in Voltaire; Atto III. Sc. II in Alfieri. le quinte; 1’Alfieri che per le esigenze della propria agnizione ha bisogno della tomba in scena, deve rinunziare al proposito giä enunciato di far sgozzare Egisto sul sepolcro di Agamen-none 1), il che si satebbe potuto evitare immaginando una forma nuova di catastrofe o modificando in qualche particolare quella proposta dal Voltaire. Ma 1’ Alfieri, che per propria inclinazione avrebbe portato in scena tutte le catastrofi, anche le piü racca-priccianti, qui ci fa assistere alla stessa dal finestrino seguendo pedissequamente il suo modello che non ci lascia giungere che un’eco lontana degli avvenimenti. Elettra s’incarica in tutt’e due le tragedie di spiare allo sportello ciö che succede di fuori e di comunicarlo al pubblico. Cosi questo riesce a sapere che Oreste colpisce la madre quasi in una con Egisto, mentre essa cerca di fare schermo a questo col proprio corpo2). Non v’ha divario notevole dunque nella catastrofe, salvo che 1' Alfieri permette ad Oreste di godersi per alcuni istanti il proprio trionfo prima di darlo in preda ai rimorsi, certo in omaggio al Brumoy3) il quäle all’Elettra d’Euripide annota: II semble pourtant qu' il eüt £te plus naturel de laisser jouir Oreste, quelques moments au moins, du fruit de son erime avant que de le livrer aux remords. La peripezia e la catastrofe, quali ce le presentano sl il Voltaire che 1’ Alfieri, risultano possibili soltanto con un protagonista essenzialmente diverso dal classico Oreste, con un Oreste cioe in cui 1’energia si scompagna dalla prudenza. La perso-nalitä dell’ Oreste classico venne dai poeti moderni sdoppiata nei suoi attributi per modo da caratterizzare due persone diverse: Oreste incarna soltanto 1’ energia, 1’ avvedutezza con cui egli condusse a termine il piano di vendetta passa a Pilade. Qui non s’intende parlare affatto dei caratteri, che sono dal Voltaire *) Nella scena VII. Oreste esc!ama : Solcar la polve Farotti io sino alla paterna tomba Col vil tuo corpo : ivi a versar trarrotti; Tutto a versar 1’ adultero tuo* sangue. Nella XII invece Oreste medesimo : lo ’1 vidi appena, Corsi a ucciderlo lä; ne rimembrai Di trascinarlo alla tomba paterna. 2) Voltaire: Atto V. Sc. VIII. Alfieri; scena ultima. 8) Le th^dtre des Grecs. Paris. Iacques Rollin. 1749- appena abbozzati, ma della funzione che hanno questi due perso-naggi nell’ orditura delle tragedia. Cosl considerato, anche il graffito inciso con mano peritosa, come il Bertana ama definire la tragedia francese, ha potuto servire egregiamente ali’ autore italiano per modellare il suo altorilievo Anche il Voltaire ci presenta infatti un Oreste assolutamente incapace di eseguire da solo il progetto al quäle s'e accinto, un Oreste privo di consi-glio e per di piii cosl proclive a trascendere da dovergli porre al fianco un moderatore. Questo officio e assunto da Pilade, il quäle personaggio muto o affatto scialbo presso i Greci, vien tratto dal Voltaire sul primo piano del quadro ove riceverä dal-1’ Alfieri gli ultimi tocchi e la piena sua luce. Oreste e gik nella tragedia francese un „ragazzo scervellato“ com’e parso al Guer-zonix) 1’ eroe deli’ Alfieri E se questi, soltanto al sentir nomi-nare Egisto, prorompe in un rabbioso ed enfatico Udisti f Nomato ha Egisto,2) il suo alter ego volteriano gliene avea dato 1’ esempio esclamando in una situazione analoga8) : Egisthe ! Ciel, o crime, o terreur, o vengeance. Anzi la baldanza giovenile, questa qualitä predominante nel carattere dell’Oreste modernizzato, viene ritratta dai due autori con perfetta uniformita sin nei piü minuti particolari: 1’ idea della frode e del tradimento fa inorridire il dabbene Oreste ehe aveva pen-sato di muovere guerra aperta e leale ad Egisto. Un naufragio ha disperso. secondo il Voltaire, 1’ armata vendicatrice, e tresors, armes, soldats ont peri dans la mer;4) 1' Oreste alfieriano ha lasciato cadere questo progetto, perche, come dice Pilade guerra aperta, anco felice, il regno E nulla piü „gli“ dava : intanto il vile Traditor „gli“ sfuggiva,5) ■) Giuseppe Guerzoni. II teatro italiano nel secolo XVIII. Milano Tre-ves. 1876. a) _ Atto II. Sc. II. ») Atto II. Sc. II. *) Atto II. Sc. I. 5) Atto II. Sc. I. ma ci aveva' fermato il pensiero anche lui. Costretto ad intro-dursi di soppiatto nella reggia de' suoi maggiori, Oreste ricalcitra di fronte alla frode propostagli da Pilade, stimandola inde-gna di se : Allez done le rougis meme de le tromper,*) esclama Oreste in Voltaire; Mentir mio nome ? ad un Egisto ? Io ? ripete, eco fedele, il protagonista alfieriano. Ora, se questi ha bisogno d’ un consigliere ehe gli additi la via da seguire e d’ un moderatore ehe ne freni 1’ impulsivitä, 1’ Oreste volteriano non ne ha meno bisogno, anche lui richiede un Pilade che agisca in questo senso, senza di ehe egli cadrebbe vittima della sua imprudenza prima ancora di escogitare, nonche di recare a buon fine, un piano di vendetta qualsiasi. Si domanda 1’ Alfieri nel Parere se Pilade, nella tragedia francese, sia personaggio operante nell’ azione, e risponde nega-tivamente. Orbene, e nella sua, tranne ehe nel quart’ atto in eui Pilade partecipa attivamente ali’azione, sia esponendo il racconto della morte d’ Oreste, sia cercando di sottentrare a questo nel nome e nella pena, quando la trama e scoperta, dov’ e ehe Pilade si sollevi al di sopra del suo uffieio abituale di consigliere e di moderatore, uffieio ehe il Pilade del Voltaire disimpegna con pari coscienziosita e con pari insuccesso ? Le sue piü vive racco-mandazioni non hanno infatti virtü ehe di ritardare i passi incon-siderati ehe il suo compagno agita nella mente, tinche anche sc compiuti, sono per altra via rimediabili. Egli non puö nemmeno impedire nell’ultimo atto ehe il matricidio si compia. Del resto anche nel testo francese, Pilade non fa ehe sciorinare paternali e proteste d amicizia. Gia nella scena con Pammine nel secondo atto, dev eammonirlo a non tradirsi. Derobe lui les pleurs qui baignent ton visage. Cosi lo mette in guardia prima di presentarsi ad Elettra : Apaise de tes sens le trouble involontaire, Renferme dans ton coeur un secret necessaire 2). ') Atto III. Sc. II. 2) Atto III. Sc. III. Ne vien meno al suo compito quando si tratta di affrontare il colloquio con Egisto e Clitemnestra. Dans tous ces entretiens, que je tremble pour vous ! Ie crains votre tendresse, et plus votre courroux; Dans ces emotions je vois votre äme altiere A 1’ aspect du tyran s’ elangant toute entiere.1) Quanto alla scena del racconto poi, la parte che vi sostiene il Pilade volteriano e, a vero dire, scialba e scolorita di fronte a quella, piü ampia e diretta che assume il medesimo personaggio in Alfieri. Ma di propriainente nuovo in questo non vi e che il porre il racconto sulle labbra a Pilade e la gara d’ abnegazione fra questo ed Oreste. Giä nel testo francese, quando Oreste col mostrare troppa compartecipazione alle tragiche peripezie della sua presunta vittima minaccia di compromettersi seriamente, Pilade interviene direttamente nel dibattito e giustifica 1’ inespli-cabile tenerezza del compagno con le parole : 2) Aisdment les malheureux s’unissent, Trop promptement lies, promptement ils s’ aigrissent. L’ Alfieri ha notevolmente amplificato 1’ azione di Pilade nel quarto atto, ma in embrione essa era gia contenuta, giova dirlo, nella tragedia francese. E quella nota d' intensa commo-zione che vibra in tutto il racconto di Pilade e che riesce in-giustificata da parte d' un semplice messaggero qual e il perso-naggio in Alfieri, non e che il riflesso deli’ intonazione che ha il racconto d’ Oreste in Voltaire : racconto d’ un figlio che, al co-spetto della madre dalla quäle e stato abbandonato, deve fin-gersi 1’ uccisore di questo figlio aborrito, e che per conse-guenza non puö trattenere la fräse amara e il sarcasmo, non puö a meno d’ immedesimarsi e di commuoversi al racconto de’ suoi propri casi. Serbando quest’intonazione al racconto di Pilade, 1’Alfieri ha agio, come giä il Voltaire, di far interloquire Clitemnestra, cui ogni elogio del figlio fa 1’ effetto d’ un assillo, con lamentele e con domande capziose che rendono la situazione sempre piü difficile. Del motivo chiaramente accennato nelle parole di Clitemnestra. Chaque inot est un trait enfonce dans mon coeur, 1’Alfieri s’e prevalso non solo nella scena del racconto, ma anche nel-l' incontro ehe ha luogo nell’ atto terzo fra Oreste e sua madre. Anche qui il finto messaggero di Strofio alla domanda di Clitemnestra *): O giovinetto, Non hai tu madre ?, rimane perplesso e risponde come con rimpianto : Io f... L’ ebbi. Non altrimenti Oreste identifica coi propri i casi della sua vittima nella tragedia francese la dove dice : Ma mere m' abandonne, et je suis sans secours. E con la medesima raffinata crudelta egli si diverte, sebbene con una punta maggiore di sentimentalita, a punzecchiare, a dilaniare quel cuore di madre. I sentimenti ehe la madre ispira nell’animo del figlio son su per giu i medesimi nei due autori: egli si sente trasci-nato verso di lei da una. strana forza d’ attrazione, alla sua vista si sente invaso da orrore e da simpatia nello stesso punto, cio ehe lo fa temere maggiormente un incontro con lei ehe con Egistos). Ah ! Clytemnestre encor trouble plus mon courage. Dans mon coeur dechire quel douloureux partage 1 As-tu vu dans ses yeux, sur son front interdit <* Les eombats qu’ en son äme exeitait mon recit ? Ie les eprouvais tous : ma voix etait tremblante. Ma mere en me voyant se trouble et m’epouvante. Versi questi che non riusciranno nuovi a chi abbia letto in Alfieri il passo seguente:8) Meglio assai 1’ odio, ehe a nemico io porto, Nasconderö, che non quell’ orror misto D’ ira e pietade, onde me tutto empiea Di tal madre la vista. Nel vederla, dice 1’ Oreste alfieriano In mente Da pria m’ entrava di svenarla ; e tosto M’ assalia nuova brama, d’ abbracciarla ; Quindi entrambe a vicenda. ‘) Atto III. Sc. III. 2) Atto III. Sc. VII- 3) Atto IV. Sc. I. E Oreste nella tragedia francese :*) le sentais ma main Se lever, malgre moi, prete ä percer son sein. Del resto anche 1' atteggiamento provocatorio, il fare bur-banzoso e petulante ehe assume di fronte ad Egisto il protagonista alfieriano ha il suo riscontro in Voltaire. Anche qui Oreste perde di quando in quando le staffe e risponde alle domande d’ Egisto in tuono rude ed incisivo, come quando interrogato sul perche si sia recato alla tomba d’ Agamennone, temeraria-mente osserva Le sang qu’011 a verse doit s’expier, Seigneur. A proposito della sua presunta vittima, non si perita di affermare ehe De hair une mere il eut le droit affreux. Interrogato da Egisto quäle fosse il disegno di Oreste, risponde crudamente De vous percer le sein. Anche quando viene arrestato ha 1’ ardire di svillaneggiare Egisto con un’ aperta allusione ad Agamennone Autrefois dans Argos il rčgnait d’ autres maitres, Qui connaissaient les droits de 1’hospitalite, parole queste che 1’ Alfieri ha fatte sue ponendole in bocca a Pilade. ’) E fia pur ver ehe un sol sospetto vano Romper ti faccia or delle genti il dritto ? Cosl, per passare ad un altro punto, si esprime Pilade dopoche e stato giä dal tiranno costretto, per cosi dire, a sma-scherarsi. Quest’appello al diritto d’ospitalitä appare ridicolo in bocca di chi ha dovuto giä confessare essere uno dei finti messaggeri il figlio di Strofio, 1’inseparabile compagno d’Oreste, introdottosi sotto mentite spoglie nella reggia d’ Argo. Qui 1’ Alfieri ha dunque evidentemente Iavorato di tassello introducendo assai , fuor di proposito uno spunto trovato nel Voltaire. Spesso egli procede in questo modo. Cosl, quando i due cospiratori discutono sulla probabilitä di un moto popolare in favore d’ Oreste, Pilade lo esclude con questa argomentazione :*) Che speri ? Che in cor di serva plebe odio od amore Possa eternarsi mai ? Dai lunghi ceppi Guasta, avvilita, or 1’ un tiranno vede Cadere, or sorger 1’ altro, e nullo n’ ama E a tutti serve; ed un Atride oblia E d’ un Egisto teme. Non diversamente ragiona Pammene nella tragedia francese2). Helas, le citoyen timidement fidele N’ oserait en ces lieux imiter ton saint žele-Des qu’ Egisthe parait, la pitič, Seigneur, Tremble de se montrer, et rentre au fond du coeur. Ma in ogni caso il Voltaire fa preparare di lunga mano la sedizione, sicche essa non giunge propriamente imprevista. L’ Al-fieri che ha fatto sua la „tirade“ di Pammene sull’ apatia e la remissivitä della plebe, non si cura poi affatto di preparare la sedizione ehe prima anzi per bocca di Pilade escludeva e che rappresenta perciö un „coup de theätre“ finale da aggiungersi ai tanti giä avutisi in questa tragedia delle sorprese. Talora invece pare che 1’ Alfieri, col testo francese alla mano, proceda per eliminazione. La preconcetta avversione ai „mezzucci1 gli fa evitare ogni segno di riconoscimento che possa in qualche modo suffragare la veridicitä dei messaggeri di Strotio. Egli si premunisce perö contro eventuali obiezioni con le parole di Pilade Pilade gli arse II rogo; escluso dai funebri onori Ogni altro, ei sol raccolse il cener suo ; Ei di pianto il bagnava : ultimo, infausto Pegno della piu nobile, verace Forte, e santa amistä che al mondo fosse, Ei sel riserba e a lui chi tia che il tolga ? Con ciö evitava, a dir vero, di ricorrere ai soliti mezzucci, ma rendeva il sospettoso Egisto singolannente credulone con grave scapito della verisimiglianza e della logica. II Voltaire fa ehe i due stranieri presentino ad Egisto la spada e 1' anello d’ Agamennone, come pure un' urna cineraria ehe dovrebbe essere quella di Oreste ed e invece di Plistene, figlio d' Egisto : situa-zione arzigogolata e romanzesca per la quäle a torto si entu-siasmava il Carmignani,1) ma ehe almeno no n ofifende la verisimiglianza, questo supremo canone della tragedia classicheg-giante. L' Alfieri, ehe qui si e scostato dal suo modello, rivela ancora una singolare imperizia nell’ invenzione, 11011 essendo riu-seito a spremere dal suo cervello una trovata ehe venga a sur-rogare il solito „mezzuccio“ messo in azione dal Voltaire e da lui sdegnosamente rifiutato. Chi ne soffre e il earattere d’ Egisto ehe troppo presto, data 1’ indole sua sospettosa, rilascia a Pilade il „nulla osta“ con le parole II tuo narrar, certo, ha di ver sembianza. Ma d’ un Egisto di facile contentatura 1’ Alfieri aveva biso-gno in questo punto per riannodarsi alla trama del suo modello ove pure Egisto si dicliiara pel momento soddis:atto delle prove fornitegli. Anche nel secondo atto in cui ha luogo 1’ agnizione, il tragico italiano, che quivi vuol battere una via propria, incappa per imperizia nello strano e nell’inverisimile. II Voltaire intro-dnce Oreste e Pilade a comunicarsi liberamente tntti i loro pro-getti proprio nella reggia d’ Argo, ma essi sono naufraghi ed ignari del luogo; 1’ Alfieri li fa deliberatameute entrare in luogo cosl pericoloso a discorrere, a discutere anzi sul modo di recare a buon fine 1’ impresa. Evidentemente il suo buon senso gli ha suggerito anche qui di sfrondare 1’ azione di tutto il romanzesco ehe vi aveva appiccicato il suo predece.ssore, ma la sua limitata inventiva non arriva ad ideare una situazione nuova ehe lo avrebbe di troppo scostato dal suo modello. L’ Alfieri anche qui insomma disinventa, cioe semplifica la concezione altrui senza innovare sostanzialmente. L’ agnizione poi che fu per 1’ estrema sua semplicita merita-mente celebrata e senza dubbio la parte piu originale della *) G. Carmignani : Dissertcizione critica sulle tragedie di Vittorio Alfieri Firenze. Molmi. I807. tragedia. II modo estremamente spiccio e sbrigativo in cui essa si risolve lascia libero il campo ali’ azione della vendetta, nel mentre i Greci e con essi il Voltaire svolgono per entro la stessa tragedia due fili paralleli di cui 1’ uno mette capo al riconoscimento e 1’ altro alla vendetta. Col modo tenuto dali’ Alfieri la tragedia d’ Oreste guadagna in unitä e in concisione, se anche rinunzia a quell’alternativa di speranza e timore nell’ animo di Elettra, a quegli slanci deliranti d’ amore fraterno ali’ atto del riconoscimento dopo tante peripezie, ehe formano un cosl soave contrasto con la truce tragedia della vendetta ehe simultaneamente si svolge. II Voltaire viene protraendo quest’ agnizione di atto in atto e la fa succedere appena nel quart’ atto dopo un tentativo disperato di Elettra per uccidere colui ch’ essa reputa l’ uccisore di suo fratello; egli vi mescola altresi molti elementi romanzeschi, ma un accenno a voler risolvere l’agnizione giä prima c’ e pure nella sua tragedia. Essa sta per succedere propriamente nel modo in cui la risolve 1’Alfieri, per 1’indole impulsiva e spensierata di Oreste'il quäle viene a gran pena trattenuto da Pilade e poi dal sopravvenire di Egisto nel momento ehe sta per svelarsi. Ecco infatti la fine di questa scena ehe certo ha ispirato ali’ Alfieri la sua soluzione.x) Oreste: le n’ y resiste plus. Dieux inhumains, tonnez. Electre.... Ele etre : He bien ? Oreste: le dois.... Pylade\ Ciel ! Electre: Poursuis. Oreste : Apprenez ... * * * In quel passo della Vita dove 1’ Alfieri espone la genesi delle sue prime tragedie leggesi come „la lettura di Seneca 1’ in-fiammasse e sforzasse d’ideare ad un parto le due gemelle tragedie, 1’ Agamennone e 1’ Oreste“2) Nella mente dell’autore esse erano le due parti indivisibili d’un tutto, d’una Orestiade, monca ad ogni modo e priva del suo logico coronamento, la redenzione d’ Oreste. La stretta coesione delle due tragedie risulta ancora da un passo del Parere dove 1’ autore fa rilevare che esse „si collegano insieme ancora piü strettamente che il Polinice e 1’Antigone“ e che ,.a voler mettere 1’ Oreste in palco nel suo piü favorevole aspetto bisognerebbe presentarlo la sera consecutiva deli’ Aga-mennone“. L’ autore e dunque persuaso ehe nei caratteri dei personaggi agenti nell’ una e nell’ altra tragedia v’e piena con-tinuitä, vale a dire ehe Clitemnestra, Egisto ed Elettra, fissati nelle loro linee generali gia nell’ Agamennone, restano tali anche nella seconda tragedia. Sicche 1’ influenza ehe 1’ Alfieri attribuisce a Seneca sulla formazione del suo Oreste, atteso che quest’ autore non ha trarttato il soggetto d'Oreste, ma soltanto quello d’ Agamennone, riguarderebbe unicamente la psiche di questi tre personaggi comuni alle due tragedie gemelle. Ora, ammettendo pure come un fatto provato che questi tre caratteri siano dali’ Alfieri modellati nell’ Agamennone sulla falsariga di Seneca e di la trapiantati nell’ Oreste, con cio non e spiegata ancora 1’ importanza ehe Seneca viene ad assumere, secondo la Vita, rispetto alla tragedia d'Oreste, ne si comprende ancora il timore, ehe vi viene espresso, ehe si possano ritenere le due tragedie, dunque anche 1’Oreste, per „un furto fatto da Seneca“. L’autore, approfittando deli’indole non rigorosamente scientifica di quell’opera, gioca in modo troppo manifesto d’ equi-voci e volutamente confonde 1’ Oreste con 1’ Agamennone. Rispetto al primo, il nome di Seneca, pošto piü volte innanzi con una certa ostentazione, fa 1’ eftetto d’ uno schermo ehe serva a coprire e a tenere nell’ ombra il Voltaire. Con ciö non si vien punto a negare ehe una certa affinitk fra la Clitemnestra e l’E-gisto senechiani e i rispettivi personaggi alfieriani non si possa trovare, ma certamente nella loro psiche e nella_ loro azione nel dramma v’e piü d’un particolare ehe ci riconduce ali’autore francese. Essi sono il risnltato d’ una fusione sapiente e cosciente degli elementi ehe portavano seco dali’ Agamennone con quelli ehe loro provengono dalla lettura del testo volteriano. L’ Alfieri ne ha ritratto, specie per Clitemnestra, una combinazione nuova di motivi psicologici gia usati dai suoi predecessori, per modo da poter imperniare anche 1' azione della seconda tragedia sulle varie e discordanti passioni ehe si agitano nell’ animo di colei clie vorrebbe essere madre e moglie ad un tempo senza riuscire ad essere ne 1' una cosa ne 1’ altra. La Clitemnestra deli’ Oreste alfieriano non ha piü nulla di comune con la fiera ed energica Clitemnestra dei tragici greci. Essa reca in se dali’ Agamennone una fiacchezza di carattere ehe ♦ si accentua maggiormente nella seconda tragedia Ora 1’ eroina del Voltaire questa fiacchezza di carattere non la mostra punto, almeno a parole. II linguaggio e sempre energico e digmtoso, ne scende ad atti di contrizione e d’ umiliazione di fronte ad Elettia, alla quäle anzi parla in questo tuono1:) Va, je suis Clytemnestre, et surtout je suis reine. Le sang d’Agamennon n’a de droits qu’ä ma haine. Ne essa permette che in sua presenza Elettra svillaneggi od offenda Egisto2) Electre, levezvous. Ne parlez point d’ Oreste, et craignez mon epoux. I’ai plaint les fers honteux dont vous etes chargee ; Mais d’ un maitre absolu la puissance outragee Ne pouvait epargner qui ne 1’ öpargne pas, Et vous 1’ avez force d' appesantir son bras. Essa non si ridurrebbe mai al punto di dover dire alla figlia : Io son misera assai. Mi abborro piü che tu non m’ odi . . Egisto, Tardi il conobbi.. . Oime 1 . . . che dico ? Appena Estinto Atride, atroce appien quant' era Conobbi Egisto.8) II tragico francese ha infatti foggiato la sua Clitemnestra sul prototipo di Sofocle, conservando a lei la sua fieiezza di donna e di regina, ma sviluppandone maggiormente il sentimento della maternitä. Essa, come dice il Voltaire stesso, „se laisse attendrir par ses enfants, regoit la pitie dans son coeur altier et farouche, s’irrite et reprend la durete de son caractere, quand 011 lui fait des reproches trop violents '.4) L' idea d’ una Clitemnestra fiacca e ondeggiante tra i suoi doveri di sposa e 1’ ardente passione per Egisto e dunque de-scente da Seneca o meglio da due scene, alle quali anche il Brumoy nel farne 1’ estratto, piü lungamente si sofiferma, di quell’embrione di tragedia ch’ e 1’Agamennone senechiano : la scena fra la nutrice e Clitemnestra e la scena fra questa ed *) Atto II Sc. V. 2) Atto I. Sc. 111. 3) Atto I. Sc.* 11. 4) Epitre ä Sou Altesse Serdnissime M.e la duchesse du Maine. Egisto deli’ atto secondo. Quivi occorre infatti e piti volte 1’ im-magine della navicella in balia dei flutti per significare io stato d' incertezza in cui si trova Clitemnestra, ondeggiante tra i savi consigli della nutrice e la nefasta influenza d’Egisto :). Nella tragedia latina Clitemnestra ha perö gravi e fondati argomenti per odiare il marito ed a questi la nutrice non pud contrapporre ehe un appello ai suoi doveri di sposa, mentre Egisto puö rinfocolare in lei lo sdegno rammentandole la figlia Ifegenia e citandole tutte le amanti di lui, Criseide, Briseide, Cassandra,2) la quäl' ultima anzi, per maggior scorno, egli porta cose da Tioia come trofeo di guerra Anche 1' Alfieri, come osserva lo Scrocca, presta alla sua Clitemnestra i medesimi argomenti contro il marito, ma ella vi ricorre soltanto per ingannare gli altri e se stessa sulla natura del suo amore per Egisto, giacche 1’ Alfieri rappresenta questa donna cosl fiacca che non ha nemmeno il coraggio della propria passione. Quando infatti essa accenna ai torti del marito verso di lei, non si perita di affermare s): Dell’ amata Ifigenia spirante Mi suona in cor la flebil voce ancora ; L' odo ancora gridare in mesti accenti: Ami tu, madre, 1' uccisor mio crudo. Elettra facilmente la rimbecca con le parole : Ancor trascorso Da ehe fean vela i Greci intero un lustro Non era, e sospirar di rivederlo Ogni dl pur t’ udiva io stessa. Ne maggior consistenza ha la sua gelosia per Cassandra, ehe 1' innamorato Agamennone rimette anzi nelle sue mani a riprova della propria fedeltä. Sicche nell’ atto stesso di sgozzare il marito. essa deve eonfessare4): Delitti invan ti appongo . . . Niuno hai delitto al mondo Che di esser mio consorte. ') Fluctibus dedimus ratem. — Fluctibus variis ngor. 2) Cfr. le espressioni : Amore cnptae captus — Ablatam Achilli diligit Lyrnessida — En Paridis hoslem ! nunc novum vulnuis gerens amore Phrygiae vatis incensus furit. 8) Atto I. Sc. III. *) Atto V. Sc. I. II delitto che in Seneca nasce oltre che per le suggestioni d' Egisto anche dal desiderio di vendetta per la figlia sgozzata e per 1’ infede.tä del marito, dunque anche per ragioni in se giuste, non ha in Alfieri che un unico movente, la sua cieca sotto-missione ai voleri d’ Egisto Che questi motivi pero, coi quali 1’ Alfieri e venuto rimpolpando la tragedia d’ Agamennone, g!i sieno stati suggeriti da Seneca, risulta evidente dalle concordame verbali giä rilevate dallo Scrocca1). Cosi le parole d’Egisto2): Aspetta intanto Che, di te stanco, egli con lei divida Regno e talamo, arieggiano il senechiano „feresne thalami victa consortem tui“, come la concisa antitesi „amorecaptae captus“ viene dali’Alfieri parafrasata nei versi: In sembianza di schiava, infra suoi lacci Cassandra trae, mentre n’ e amante, e schiavo. Ei stesso, si. Ma queste reminiscenze formali, dovute all’entusiasmo del-1’ Alfieri per le frasi drammatiche di Seneca, non bastano a sta-bilire la perfetta analogia della protagonista nelle due tragedie. Se la Clitemnestra alfieriana ha in comune con la latina l’irre-solutezza e la titubanza di fronte al delitto. il modo ben diverso di sentire la maternitä fa di lei un carattere del tutto opposto. Dopo 1’ uccisione del marito, la feroce Clitemnestra senechiana esclama accennando Elettra Fratrem reddat, aut animam statim, il che ci prova che l’autore la immaginava sorda affatto aila voce della maternitä. L’ Altieri invece nella medesima circostanza pone sulle labbra a Clitemnestra un grido d’ angoscia supreim a). Egisto ?... Arresta .. Svenarmi il figlio? Ucciderai me pria. Anzi Seneca e il solo poeta che faccia di Clitemnestra una madre snaturata, giacche come il Voltaire notava nell’ „EpJtre ä la duchesse du Maine“ giä in Sofocle e piü ancora in Euripide *) A. Scrocca: Studio critico sull’ Agamennone e sult Oreste di Vittorio Alfieri. Livcrno, Giusti, 1903. a) Atto IV. Sc. I. ») Atto V. Sc. VI. essa mostra di avere viscere materne. II Voltaire ha per conto suo sviluppato, sempre in omaggio alla concezione moderna, questo lato del carattere deli'eroina e 1’ Alfieri ha in ciö seguito di nuovo il Voltaire, facendo soltanto in modo ehe anche nel- 1 amor materno essa riveli quella fiacchezza di carattere ehe porta con se dali’ Agamennone. E notevole anzi ehe anche lui abbia voluto in um verso solo, verso di cui si compiacqne nel Parere, scolpire il carattere di questa sua figura femminile facen-dola cosi definire da Elettra1): Or madre, or moglie; e non mai moglie e madre. manifesta 1’intenzione di fissare la formula come aveva giä fatto il Voltaire nell’emistichio2) Je suis epouse et mere, indottovi per certo dalla formula sofocliana: yaUvtat. (xvjTpt S'ouSev e^taoT (madre si chiama, ma per nulla a madre somiglia) o dalla ancor piü eloquente definizione del medesimo autore: «|*^cöp (madre non madre). La formula alfieriana vien ad essere un tentativo di affermazione individuale in competizione con la formula del Voltaire, ma, chi ben guardi, esse si coprono perfettamente, salvo i! grado maggiore o minore d’ energia e di risolutezza nel carattere del personaggio. In base a questa formula i due autori svolgono 1’ azione della loro eroina per entro il dramma, e con ciö riesce chiaro 1’ unico notevole divario che v’ e fra di loro : la dignitä e compostezza reale nella Clitemnestra di Voltaire, la fiacchezza ed umiltä della Clitem-nestra alfierana. Ma anche questo peculiare carattere della pro-pria eroina 1’Alfieri 1’ha desunto da Seneca, non e quindi una sua trovata originale, d’ originale non v’ ha in lei che la sapiente combinazione di motivi volteriani e senechiani, combinazione che da corpo ad una delle piü tormentate. deboli, ma anche piü umane e palpitanti figure del teatro alfieriano. Quanto della Clitemnestra alfieriana si ritrovi giä in Voltaire, ha rilevato citando moltissimi passi delle due tragedie il Bertana. Le reminiscenze sono nella parte di lei particolarmente numerose. Tralasciando quelle d’ una certa entitä e determinanti il carattere, perche giä rilevate, ricorderemo la fräse di lei quando Egisto la sforza ad assistere al racconto della presunta morte d’ Oreste x). Barbaro, a ciö mi sforzi esclama Clitemnestra nell’ una, e Ah ! trop cruel Egisthe, 011 guidiez-vous mes pas ? nell’altra tragedia. E in ambe le tragedie essa freme d’orrore gik nel sentir nominare il figlio. Oreste ?. .. oh nome 1 Entro mie vene il sangue Tutto in udirlo agghiacciasi2). Quel affieux supplice De n’ oser pronuncez, sans des troubles cruels Les noms les plus sacrčs, le plus chers aux mortels. le tremble au nom d' un fils 3). Son passi questi che si fanno riscontro e che attestano per parte deli’ Alfieri un’attenta lettura del lavoro francese. Anche Egisto e nell’ Alfieri risultato qual e per lina specie di fusione d’ elementi di Seneca e di Voltaire. Esso e un vile, a detta deli’ autore, ,,che altra passione 11011 ha fuorchč un misto di rancida vendetta e d’ ambizione di regno“. Ora nel testo francese egli e essenzialmente un tiranno ehe cerca di mantenersi in possesso del dominio usurpato ; egli 11011 ha altra preoccupa-zione ed anche la sua crudeltä proviene dal freddo calcolo del-1’ uomo di stato. Questa caratteristica si riscontra anche in Alfieri ehe gli fa dire parlando d’ Eletti a : Ch’ ella s’ uccida, Gran tempo e giä, ragion di stato il vuole,4) e parlando d’ Oreste : E finch’ ei vive, dl, sicura stassi Chi di sue spoglie gode ? L’Alfieri ne fa un vile, un essere abietto e ributtante; basti pensare alla sua morte cosl narrata da Oreste : Piangea il codardo, e piu m’ empiea di rabbia Quel pianto infame.5) ‘) Atto IV. Sc. II. ») Ai to I. Sc. II. 3) Atto I. Sc. IV. *) Atto I. Sc. IV. “) Atto V. Sc XII. Inflessibile per contro e feroce verso Clitemnestra sulla quäle ha un potere maliardo di cui usa ed abusa senza scrupoli. Nulla di tutto ciö in Voltaire; questi fa d’ Egisto un uomo ener-gico, crudele soltanto quand’ e forzato a incrudelire dalle circo-stanze, rispettoso nel linguaggio verso Clitemnestra. Nemmeno ali’ odio inveterato fra Tiestidi ed Atridi egli accenna, se non quando per la morte di Plistene viene egli stesso colpito crudel-mente nel suo affetto di padre:*) Oui, j'en crois cette haine juree Entre tous les enfants de Thieste et d' Atree. La viltä estrema, il potere maliardo sulla donna, la ferocia, la smania di vendetta sono elementi ehe 1’Alfieri, come lo Scrocca ha dimostrato, pote desumere da Seneca. Anche questi ci pre-senta un Egisto ehe trema nell’ atto di colpire il tradito Aga-mennone: Haurit trementi semiviri dextra latus, Nee penitus adigit: vulnere in medio stupet. L’ Alfieri rinforza questa tinta fosca del suo carattere, e fa si ehe addirittura lasci alla donna il compito di colpire, mentre egli assiste con feroce gioia allo scempio. E dallo stesso autore e attinta la sete inestinguibile di vendetta ehe anima il figlio di Tieste contro gli Atridi. Su questo sentimento s’ impernia la prima scena deli’Agamennone in tutti e due gli autori; e tutte e due queste scene s’iniziano con un dialogo fra Egisto e 1’ombra di Tieste i cui accenti sono press’ a poco i medesimi. Opaca linquens Ditis inferni loca Adsum profundo Tartari emissus specu, dice 1’ ombra in Seneca. Esci or, Tieste, dal profondo Averno ; Esci, or n’ b tempo, grida 1’ Egisto alfieriano ali’ ombra paterna. La sua nascita incestuosa e l’ argomento con cui vince ogni serupolo morale e scusa ogni sua perfida azione. Rogaš An deceat hoc te ? Respice matrem ; decet. dice Seneca ; e 1’ Alfieri: Entro mie vene Scorre pur troppo il sangue tuo ; d’ infame Incesto, il so, nato al delitto io sono. Tutti i caratteri insomma ehe dali’ Agamennone passano nell’ Oreste sono risultati da quest' abile fusione Anche Elettra. ehe aboliti dali’Alfieri i confidenti, deve rappresentare presso la madre la parte di saggia consigliera, si risente molto della gra-vitä e saggezza della nutrice senechiana. Una chiara reminiscenza di Seneca e il famoso verso1) Mi hai viva, il so, per maggior pena darmi, parofrasi del passo di Seneca. * Concede mortem. Si recusares, darem. Rudis est tyrannus, morte qui poenam exigit, passo rilevato dal Brumoy e citato dali’ Alfieri nella Vita come esempio tipico di stile drammatico. Ma nel fare della vergine selvaggia e irriconciliabile nemica della madre un essere compreso per lei di pietä, sino a divenirne nell’Alfieri la confidente, v’h mirabile accordo con 1’autore francese Anche qui essa piange sulle sventure materne2) J’ ai pleure sur ma mere, e 1’ ha nel suo ctiore separata nettamente da Egisto. D’ Egisthe dans mon coeur je vous ai separee. E perciö cosi la consiglia: Uetachez vos destins des destins d’ un perfide, Appelez votre fils, qu’ il revienne en ces lieux Reprendre de vos mains le rang de ses aieux. Non altrimenti in Alfieri:3) Perche il tuo ferro Non rivolgesti, o non rivolgi, al seno Di quell’ empio clie a te 1’ onor, la pace. La fama toglie, ed al tuo Oreste il regno. ') Agamennone. Atto I. Sc. III. 2) Atto I. Sc. III. Quanto alla sua azione nel dramma, e lei che con una sua mossa imprudente finisce di tradire Oreste. Voltaire la fa csclamare Arretez 1 Osez-vous bien, barbare ! Arretez ! Le ciel mime est de leur sang avare! IIs sont tous deux sacres. E piü esplicitamcnte in Alfieri:*) Oreste, a morte ? Oh ciel che veggio 1 Poi, accorgendosi deli’ errore commesso, esclama : Io 1’ ho tradito, io stessa, esclamazione questa che ripete il grido di lei nel testo francese. Je le trahis peut-etre. E dopo di avere supplicato la madre d’intervenire in favore del figlio, essa, la fiera Elettra, 1’ implacabile nemica d’ Egisto, si getta ai piedi di questo in Alfieri, si umilia a supplicarlo in Voltaire. Motivi anche questi che non combinano casualmente, che anzi provano come 1’ una tragedia sia stata modellata sullo Schema deli’ altra. >) Atto IV. Sc. VII. 2) Atto IV. Sc. III. \ NOTIZIE SCOLASTICHE COMPILATE DAL DIRETTORE ——wi. PERSONALE INSEGNANTE. DIRETTORE: l. Suppan Erminio. PRODIRIGENTE DELLA SUCCURSALE: ‘2. Hess Gustavo, custode de] gabinetto di disegno, di geometria e della bibliotheca pauperum della Succursrile, insegnö disegno a mano nelle classi I d, II d, IV c, e, dopo il 4 gennaio, anchc matematica nella I e. — Ore settimanali 12; dopo il 4 gen-naio, 16. (V. Cronaca). PROFESSORI: 3. Antonaz Guido, capoclasse della II a insegnö matematica nelle classi II a, III a, V b e VI <5; geometria e disegno geo-metrico nelle classi II a e III a e fisica nella III a. — Ore settimanali 22. 4. Bartoli Giovanni, capoclasse della II d, insegnö fino al giorno 21 dicembre matematica nelle classi Id, Le, II d, III d e IV c; fisica nella IV c. — Ore settimanali 19. (Vedi Cronaca). 5. Baschiera Giulio, custode del gabinetto di chimica nella Scuola madre, capoclasse della VII b, insegnö chimica nelle classi IV a, V a e VI a\ storia naturale nelle classi I c, V b e VII b e chimica analitica in due corsi. Ore settimanali [9. 6 BenCO Giordano, capoclasse della II b, insegnö Lingua ita-liana nelle classi II b, IV b, Via e VII a ] linoüa francese nelle classi V b e VII«. — Ore settimanali 21. 7 Blasig Francesco, custode dei gabinetti di fisica, chimica e storia naturale della Succursale, capoclasse della IV c, insegnö storia naturale nelle classi I d, I e e II d; fisica nella III d\ chimica nelle classi IV b, IV c, V b e VI b, e, dopo il 4 gennaio, anche fisica nella IV c. — Ore settimanali 20 ; dopo il 4 gennaio, 22. (Vedi Cronaca). 8. Braun Giacomo, dottore in filosofia, custode della biblio-teca dei professori, capoclasse della I a, insegno lingua italiana nelle classi la, III b e V b; lingua tedesca nelle classi IV b, V b, VI b e VII b. — Ore settimanali 23. 9. Budinich Antonio, capoclasse della V b, insegno geografia e storia nelle classi II b, III c, IV b e VII b; storia nella V b e VI b. — Ore settimanali 21. 10. Candotti Luigi, dottore in legge, custode del gabinetto di geografia della Scuola madre, capoclasse della I b, insegno geografia nelle classi la e 13; geografia e storia nelle classi II c, III a e IV a; e storia nella VI«. — Ore settimanali 21. 11. Corä Carlo, capoclasse della III«, insegno lingua tedesca nelle classi II b, II c, III «, III b e V a. — Ore settimanali 23. 12. Cortivo Ernesto, custode del gabinetto A di disegno, insegno disegno a mano nelle classi I a, II a, III a, III c, IV a, V a, V b, VI a e VII«. — Ore settimanali 31. 13. Cumin Giovanni, capoclasse della IV a, insegnö lingua italiana nella II« e III «; lingua tedesca nelle classi I «, IV «, VI a e VII «. — Ore settimanali 23. 14. Dell’Antonio Michelangelo, capoclasse della III d, insegnö fino al giorno 21 dicembre lingua italiana nella I d, litigua tedesca nelle classi I d e III d. — Ore settimanali 15. (Vedi Cronaca). 15. Farolfi Gino, capoclasse della VI b, insegnö lingua italiana nelle classi II c, IV a e VI b\ lingua francese nella VI b e VII b. — Ore settimanali 17. 16. Furlani Vittorio, custode della collezione storico-geografica della Succursale, capoclasse della Id, insegno geografia nella I d e l e ; geografia e storia nelle classi II d, III d e IV c. — Ore settimanali 18. 17. Grandi Luigi, dottore in lettere, capoclasse della I c, insegno geografia e storia nelle classi II «, III b e VII«; storia nella V« e lingua italiana nella I c. — Ore settimanali 18. 18. Grignasohi Emilio, custode del gabinetto di fisica della Scuola madre, insegno matematica nella VII b\ fisica nelle classi III b, IV b, VI b e VII b. — Ore settimanali 18. 19. Ivancich Antonio, custode del gabinetto di storia naturale della Scuola madre, insegnö storia naturale nelle classi I a, I *, II«, II b, il c, V a, VI a, VI * e VII a — Ore setti-manali 19. 20. Luciani don Luciano, esortatore per le clissi superiori e custode della bibliotheca pauperum della Scuola madre, insegnö religione cattolica nelle classi 1 a, I b, I c, II c, III c, IV a, IV b, V a, V b, Via, VI b. VII a e VII*. — Ore settirnanali 24. 21. Moro Giovanni, custode del gabinetto B di disegno, insegnö disegno a mano nelle classi 1 b, le, II b, II c, III b, IV b, VI b e VII b. — Ore settirnanali 29. 22. Nordio Attilio, custode del gabinetto di geometria della Scuola madre, capoclasse della VI a, insegnö matematica nelle classi V a, Via e VII a\ geometria descrittiva nelle classi VI a, VI b e VII b. — Ore settirnanali 22. 23. Pierobon Rocco, capoclasse della V a, insegnö lingua italiana nelle classi Ib e V a; lingua tedesca nella 1 b e lingua francese nella V rt e VI rt. — Ore settirnanali 19. 24 Rossmann Enrico, custode della biblioteca giovanile della Scuola madre, capoclasse della III c, insegnö lingua italiana nella VII b, e lingua tedesca nelle classi I c, II a e III c. — Ore settirnanali 20. 25. Sandri Alfonso. capoclasse della IV *, insegnö matematica, geometria e disegno geometnco nelle classi II* e IV*; geo-metria descrittiva nelle classi V a, V b, VII a e, dopo il 4 gennaio, anche matematica nella IV c. — Ore settirnanali 19 ; dopo il 4 gennaio, 22 (Vedi Cronaca). 26. Stecher Umberto, capoclasse della VII a, insegnö matematica nella I rt e IV a; fisica nelle classi III c, IV a, VI a e VII a — Ore settirnanali 20. PROFESSORI SUPPLENTI: 27. Benedetti Alberto, insegnö geografia nella I c; lingua italiana nelle classi le, II de III c. Dopo 1’ 11 gennaio assunse il capoclassato della II d ed insegnö ancora lingua italiana nella Id. — Ore settirnanali 15; dopo 1’11 gennaio, 19. (Vedi Cronaca). 28. Bronzin Vincenzo, insegnö dopo il 12 gennaio//«^« tedesca nella classe I d — Ore settirnanali 6. (Vedi Cronaca). 29. Chitter Atauasio, capoclasse della III d, insegnö dopo il 12 gennaio lingua tedesca nella III d. — Ore settimanali 5. (Vedi Cronaca). 30. Giacomelli don Michele, esortatore per le classi iiiferiori della Scuola madre, insegnö religione cattolica nelle classi II a, II b, III a e III b -- Ore settimanali 8. 31. Rigo Francesco, capoclasse della III b, insegnö matematica nelle classi \ b, III b e III c\ geomelna e disegno geometrico nella III ^ e IV a; e, dopo il 4 gennaio, anche matematica nelle classi II d e III d. — Ore settimanali fino al 4 gennaio 15, poi 21. (Vedi Cronaca). 32. Saiovitz don Carlo, esortatore per le classi della Succursale, insegnö religione cattolica nelle classi Id, le, II d, III d e IV c. — Ore settimanali 10. 33 stua Oliviero, capoclasse della II c, insegnö matematica nella I c, II c, e, dopo il 4 gennaio, anche nella I e; geometria e disegno geometrico nelle classi II c, II d, III c, lil de IV c. — Ore settimanali fino al 4 gennaio 18, poi 22. (V. Cronaca). 34. Zorzini Luigi, custode della biblioteca giovanile della Succursale, capoclasse della I e, insegnö lingua italiana nella III d e IV c; lingua tedesca nelle classi I e, II d e IV c. — Ore settimanali 22. * ASSISTENTI: 35. Iurizza Edoardo, assistente effettivo, insegnö disegno a mano nella le e III d; calligrafia nelle classi la, Ib e Ilc; e assistette ali’insegnamento del disegno a mano nelle classi III c, IV a, V a, VI a e VII a. — Ore settimanali 27. 36. Krammer Guglielmo, insegnö calligrafia nella I c; e assistette all’insegnamento del disegno a mano nelle classi ■ I c, U 6, II c, III b, IV b, V b, Vib e VII b. - Ore settimanali 29. 37. Zolja Giuseppe, insegnö calligrafia nelle classi Id, le e II d; e assistette ali’insegnamento del disegno a mano nelle classi Id, le, II d, III d e IV c. — Ore settimanali 23. 38. Fonda Attilio, assistette ali’ insegnamento del disegno a mano nelle classi la, Ib, II a e III« ; ed insegnö calligrafia nelle classi II a e II b. — Ore settimanali 18. DOCENTI STRAORDINARI: 39. Coen Davide, maestro della Scuola popolart; della Comu-nitä israelitica, insegno religione israelitica in tutte le classi. — Ore settimanali 5. 40. Cordon Tullio, docente della civica Scuola di ginnastica, insegnö ginnastica nelle classi I a, I b e I c. — Ore settimanali 6. 41. Demonte Pietro, insegnö stenografia. — Ore settimanali 4. 42. Doff-Sotta Giacomo, docente della civica Scuola di ginnastica, insegno ginnastica nelle classi 1 d, II d, 111 d e IV c. — Ore settimanali 6. 43. Paulin Eugenio, docente della civica Scuola di ginnastica. insegnö ginnastica nella classe I e e nelle classi 11-VII della Scuola madre. — Ore settimanali 10. PIANO DELLE LEZIONI SEGUITO DURANTE L’ ANNO SCOLASTICO 1908-1909. MATERIE D’ OBBLIGO CLASSE I. Religione, 2 ore per settimana. Dottrina della religione cattolica, con spiegazione occasio-nale delle cerimonie e dei riti liturgici. (Fede, Grazia e Ss. Sacramenti ; principali feste, e cerimonie dei Ss. Sa-cramenti). Lingua italiana, ore 4 per settimana. Grammalica: Le parti del discorso. Nozioni fondamentali di morfologia. Sintassi della proposizione semplice e com-plessa. Elementi di coordinazione e subordinazione per via d’esempi. Esercizi d’ortografia con spiegazione occasio-nale delle regole principali. Lellura: Lettura ortofonica a senso Spiegazione e riprodu-zione libera delle cose lette. Recitazione di prose e poesie mandate a memoria. Tanto in questa classe ehe nelle successive si abbia cura speciale deli’ esposizione orale fatta dagli alunni. Compiti: Fino a Natale, una dettatura per settimana (15-20 minuti) con speciale riguardo ali’ ortografia, poi, alter-nando, ogni quattro settimane dne dettature, un compo-nimento domestico e uno scolastico. Argomento dei com-ponimenti: riproduzione di semplici e brevi racconti, prima esposti o letti dali’ insegnante. Lingua tedesca, ore 6 per settimana. Pronunzia e lettura. — Morfologia: Articolo. Sostantivo. Nome proprio Pronome personale. Aggettivo possessivo. Aggettivo attributivo. Presente indicativo e imperativo dei veibi deboli. Comparazione dell’aggettivo e dell’avverbio. (Defant, p. I, pag. 1-64). Cömpiti: Da Natale fino alla fine del I semestre quattro brevi dettature in stretta relazione alla materia studiata. Nel II semestre sette dettature e sette cömpiti scolastici, alternativamente. Materia delle dettature come nel I semestre ; per i cömpiti scolastici: riproduzione di brani bene studiati; risposte a domande facili, tolte dalla materia trattata Esercizi di grammatica. Geografia, ore 3 per settimana. Esposizione intuitiva di quelle nozioni elementari di geografia che sono indispensabili all’ intelligenza della carta geografka. L' apparente corso diurno del sole durante le sta-gioni dell’anno in rapporto col sito dell’edificio scolastico. Modo di orientarsi nel territorio della propria cittä, sulla carta e sul globo. Spiegazione dei modo come la diversa durata dei giorni e la differente altezza solare influiscano sulla differente illuminazione e riscaldamento nel corso dell’anno entro il territorio dello Stato. Le linee fonda-mentali della morfologia del mare e dei continenti e loro distribuzione sulla terra, sulla base di un continuo eser-cizio di lettura della carta geografica. Sguardo generale alla situazione dei singoli stati e colonie e a quella delle principali cittä. delle cinque parti dei mondo. Prime prove di disegno delle linee piü semplici e fondamentali che costitniscono il contorno dei continenti e il confine degli stati. Matematica, ore 4 per settimana. * Aritmetica: H sistema decadico. Numeri romani. Le quattro operazioni con numeri astratti e concreti di una sola de-nominazione, senza e con decimali. Esposizione del sistema metrico di misure e pesi Esercizi preparativi per il calcolo di conclusione. Divisibilitä dei numeri, decom posizione nei fattori primi, massimo comune divisore, minimo comutie multiplo. Le quattro operazioni fondamentali con frazioni comuni Conversione di frazioni comuni in decimali e viceversa. Le operazioni con numeri di piü de-nominazioni. Forme geometriche: Concetti fondamentali della geometria ed esposizione intuitiva del cubo, del prisma, della piramide, del cilindro, de) cono e della sfera Sviluppo delle piü importanti forme geometriche piene, dedotte intuitivamente da questi solidi. Compiti: 4 scolastici al semestre. Storia naturale, ore 2 per settimana Nei primi sei mesi deli’ anno scolastico: Zoologia, e precisa-mente mammiferi ed uccelli Negli ultimi quattro mesi dell’anno scolastico: Bolanica, e precisamente osservazione e descrizione di alcune piante fanerogame con graduale introduzione alla conoscenza della morfologia. Disegno a mano, ore 4 per settimana. Disegni di forme ornamentali geometriche quäle prepara-zione per 1’ornamento libero. — Semplici ornamenti liberi; forme di foglie stilizzate ; semplici forme di vasi in alzato geometrico. Materiali: Matita, colori. Sfiegazioni: Applicazione ed importanza deli’ ornamento di-segnato. \ Calligrafia, ore 1 per settimana Corsivo italiano e tedesco. CLASSE II. Religione, ore 2 per settimana. Dottrina della religione cattolica, con spiegazione occasio-nale delle cerimonie e dei riti liturgici. (Speranza e Carita, precetti della Chiesa, Sacrificio della S. Messa, Giustizia jcristiana; devozioni, processioni, pellegrinaggi, immagini, altari, ciö che nella Liturgia si riferisce alla S. Messa). Lingua italiana, ore 4 per settima. Grammatica: Ripetizione della materia della I; completa mento della morfologia e della sintassi delfa proporzione complessa. Nozioni generali della proposizione composta ed in particolare della coordinazione, con relativi esercizi Letture: Come nella I, curando di accrescere il corredo lin-guistico col trarre profitto anche dalla terminologia delle altre discipline studiate nella classe. Recitazione di prose e poesie a memoria. Comfiti: Ogni quattro settimane una dettatura per 1’orto-grafia e 1’interpunzione; un cömpito domestico e uno scolastico. (Riproduzione di racconti piü estesi e di certi brani considerati sotto nuovi aspetti diversi dal testo ; riassunti di racconti di maggior estensione). Lingua tedesca, ore 5 per settimana. Riassunto di quanto fu pertrattato nel corso precedente. Morfologia: I verbi composti. I pronomi. I numerali. Co-niugazione del verbo (Indicativo attivo e passivo). — (De-fant, p I, pag. 65-110). Comfiti: Ogni semestre quattro dettature, quattro cömpiti scolastici e quattro domestici. Materia per questi iairori come nella classe I, con esigenze maggiori. Geografia, ore 2 per settimana. Ripetizione riassuntiva degli elementi di geografia mate-matica. II corso apparente del sole a differenti latitudini. Spiegazione del modo come dalle differenti condizioni di iliuminazione e riscaldamento derivano le diverse zone climatiche. Posizioni e contorni dell’Asia e deli' Africa. Geografia oro - idrografica, etnografica e topografica di questi due continenti. Condizioni climatiche dei medesimi, come esse risultano dal corso apparente del sole. Scelta di alcuni tra gli esempi piü calzanti e di piü facile intel-ligenza nel nesso in cui sta il clima dei singoli paesi con la vegetazione, i prodotti e 1’occupazione degli abitanti. Morfologia generale del mare e del suolo deli' Europa. Geografia speciale delle tre penisole meridionali d’ Europa e della Granbretagna nel modo indicato per gli altri continenti. Semplici abbozzi di carte geografiche. Storia, ore 2 per settimana. Studio particolareggiato delle leggende; i persoriaggi e gli avvenimenti storici piü importanti della storia greca e romana Matematica, ore 3 per settimana. Ripetizione della teoria delle frazioni comuni. Operazioni con frazioni decimali incomplete, con riguardo alle neces-sarie abbreviazioni Moltiplicazione e divisione abbreviata. Calcolo di conclusione applicato a problemi semplici e composti. Le piü importanti nozioni quanto a misure, pesi e monete. Dei rapporti e delle proporzioni semplici e composte ; loro applicazione; regola del tre, calcolo percentuale, degli interessi semplici, degli sconti. Cömpiti: Quattro scolastici al semestre. Geometria e disegno geometrico, ore 2 per settimana. a) Geometria: Elementi di planimetria, compresa la perfetta eguaglianza. b) Disegno geometrico: Esercizi nell' uso degli strumenti per il disegno geometrico. — Costruzioni geometriche in relazione colla materia pertrattata nella planimetria e con riguardo alle forme ornamentali semplici. Storia naturale, ore 2 per settimana. Nei primi sei mesi deli’anno scolastico : Zoologia. Le forme piu importanti delle rimanenti classi dei vertebrati. Ani-mali invertebrati, di preferenza insetti. Negli Ultimi quattro mesi deli’anno scolastico: Botanica. Osservazione e descrizione di alcune piante crittogame e di piante fanerogame piü difficili a descriversi Graduale introduzione alla divisione fondamentale ed alla conoscenza dei principali ordini delle piante. Disegno a mano, ore 4 per settimana Disegno a mano libera da modelli geometrici, sia singoli ehe disposti in gruppo, secondo 1’osservazione. Continuazione deli’ ornato libero adopeiando il colore. Materiale: Matita (eventualmente penna), colori. Sfiegaziotii: Le leggi fondamentali del disegno prospettico spiegate intuitivamente Lo sviluppo e lo scopo dell’ornato. Calligrafia, ore 1 per settimana. Scrittura rotonda. CLASSE III. Religione, ore 2 pel- settimana. Primo semestre: Liturgia della chiesa cattolica. Secondo semestre: Storia sacra del Vecchio restamento. Lingua italiana, ore 4 per settimana. Grammatica : Della subordinazione in particolare e del periodo. Lettura: Spiegazione di prose e poesie con riguardo speciale all’ordine e al collegamento dei pensieri, come pure a / certe qualitä particolari della lingua. Cenni biografici degli autori letti. Recitazione a memoria come nelle classi pre-cedenti. Comfonimenti: Ogni quattro settimane un cdmpito scolastico ed uno domestico. Descrizioni di certi oggetti ben noti agli alunni dali’ insegnamento o per osservazione loro propria; facili paralleli; versioni in prosa di brevi poesie narrative; riduzioni di brani di lettura piü lunghi. Lingua tedesca, ore 5 per settimana. Ripetizione per sommi capi di qnanto fu pertrattato nei corsi precedenti. Morfologia : Coniugazione del verbo (Congiuntivo attivo e passivo e forme nominali). La pre-posizione. L’interiezione. (Defant, p. I, pag. 111-150). Nel secondo semestre le pag. 1-31 della II parte della gram-matica del Defant, ehe si riferiscono alla ripetizione generale della morfologia. Comj>Ui: Ogni semestre quattro dettature, quattro compiti scolastici e quattro domestici. Materia per queste due ultime specie di compiti: risposte a domande fatte in te-desco in relazione alle cose lette; traduzioni daH’italiano nel tedesco; riproduzioni di brani letti. Geografia, ore 2 per settimana. I paesi deli’ Europa che non furono studiati nel secondo corso, ad eccezione della Monarchia austro-ungarica. L’America e 1’ Australia secondo i criteri giä enunciati e con riguardo alle condizioni del clima. Esercizi nell’abbozzo di cai te geografiche. Storia, ore 2 per settimana. II medio evo. I piü importanti personaggi ed avvenimenti di quest’epoca con speciale riguardo alla storia della Monarchia austro-ungarica. Matematica, ore 3 per settimana. Le quattro opera/.ioni con numeri generali, con monomi e polinomi, escluse le operazioni con frazioni. Jnalzamento al quadrato ed al cubo di espressioni algebriche di uno o piü termini e di numeri decadici. Estrazione della seconda e terza radice da numeri decadici. Esercizi di conteggio con numeri particolari quäle ripetizione della materia in- segnata nei corsi precedenti, estendendoli al calcolo del termine medio e della regola di ripartizione. Cömpiti: Quattro scolastici al semestre. Geometria e disegno geometrico, ore 2 per settimana. a) Geometria: Continuazione e fine della planimetria. Equivalenza e trasformazione di figure piane. Calcolo della superficie e simiglianza in relazione colla materia matematica per-trattata in questa classe. b) Disegno geometrico: Continuazione delle costruzioni geometriche applicate alla materia pertrattata in questa classe. Fisica, ore 3 per settimana. 1. Introduzione: Estensione ed impenetrabilitä dei corpi, stati d’aggregazione; moto, inerzia ; forza, punto d’applicazione, direzione ed intensita delle forze. Concetto di due forze eguali; rappresentazione grafica delle forzč. 2. Gravitä: Divisione della gravitä terrestre, peso, unita di peso, centi o di gravitä, diverse specie d’equilibrio, la leva, la bilancia comune e la stadera, la carrucola fissa. --Peso specifico e densitä relativa. 3. Forze molecolari: Divisibilitä, porositä, coesione, adesione. — Elasticitä, leggi deli’ elasticitä di tensione, bilancia a molla. 4. Dei corpi liquidi: Caratteri dei liquidi. — Propagazione della pressione. — Livello. — Pressione idrostatica. — Forza di reazione. — Vasi comunicanti (fenomeni di capillaritä). — Principio di Archimede. — Determinazione del peso specifico mediante la bilancia idrostatica. — Corpi gal-leggianti. — Areometri a scala. 5. Dei gasiformi: Caratteri dei gasiformi. — Peso dell’aria, ba- rometro, manometro, legge di Mariotte. — Macchine pneumatiche, trombe idrauliche. — Gli aerostati 6. Calorico: Sensazioni prodotte dal calore, temperatura. — Cambiamenti di volume per eftetto del calore. — Termo-scopio e termometro. — Quantitä di calore, concetto del calore specifico. — Conducibilitä, raggiamento — Breve spiegazione delle quattro stagioni. — Cambiamento dello stato di aggregazione. — Tensione dei vapori. •— IJrin-cipio della macchina a vapore. — Sorgenti del calore. 7- Magnetismo: Calamite naturali ed artificiali. — Ago magne-tico, azione reciproca di due poli magnetici. — Magne-tizzazione per induzione e per contatto. — Magnetismo terrestre, declinazione ed inclinazione magnetica, con ripe-tizione dei piü importanti concetti astronomici fondamentali. — La bussola. 8 Elettricitä: Elettrizzazione per strofinamento e per contatto. Conduttori e coibenti. — l due stati elettrici. — Elettro-scopi. — Sede deli’ elettricitä — Potere delle punte. — Elettrizzazione per influenza. — I piü importanti apparati per lo sviluppo deli'elettricitä, condensatori. — II temporale. — II parafulmine — L’ elemento di Volta, batteria di Volta — Polaritä. — Corrente elettrica. — Le coppie galvaniche piü comuni. — Effetti calorifici e luminosi della corrente. — Elettrolisi (elettrolisi dell’acqua e gal-vanoplastica). — Efifetti magnetici della corrente. — Telegrafa di Morse. — Esperimenti fondamentali sulle cor-renti indotte. — Telefano e microfano. — Elettricitä termica. DisegtlO a mano, ore 4 per settimana. Continuazione del disegno prospettico da singoli modelli e da gruppi piü complicati. Continuazione dell’ornato piano policromico. — Passaggio ali’ornamento plastico. Materiale: Matita (eventualmente penna), lapis francese (crayon), colori. Spiegazioni: Dilucidazioni sugli ornamenti disegnati in riguardo al loro stile, allo scopo a cui servono, e dove vengono adoperati. — Teoria ed armonia dei colori. — Continue spiegazioni sugli effetti prospettici e di ombre. CLASSE IV. Religione, ore 2 per settimana. Culto religioso; sue divisioni. Origine delle cerimonie. Riti. Liturgia del culto esterno. Necessitä e utilita del medesimo. I Ss. Sacramenti considerati dali’aspetto dogmatico, morale e liturgico. Lingua italiana, ore 4 per settimana Grammatica: Ripetizione sommaria della sintassi e delle parti piü importanti della morfologia. Nozioni fondamentali sulla formazione delle parole. Elementi di prosodia e di metrica, Lettura: Come nella III. Esercizi di memoria e dicitura. Un’ ora per settimana lettura dei Promessi Sposi da un’ edizioue scolastica. Comfonimenti: Otto per ogni semestre, alternando i dome-stici agli scolastici; d’argomento in parte come nella III, piü narrazioni e descrizioni svariate Inoltre esercizi di disposizione fatti su temi che piü si prestino. Lingua tedesca, ore 3 per settimana. Sintassi: La proposizione semplice. Coordinazione e subordi-nazione delle proposizioni. 11 discorso indiretto. Proposi-/.ioni avvcrbiali (Defant, p. II, pag. 77-132). Compiti: Ogni semestre quattro compiti scolastici e quattro domestici. Risposte a domande fatte in tedesco come nelle altre classi. Riproduzione libera di facili racconti. Tradu-zioni dall’italiano nel tedesco. Geografia, ore 2 per settimana. Greografia fisica e politica della Monarchia austro-ungarica. Studio particolareggiato delle condizioni di coltura e dei prodotti delle singole provincie, escludendone pero la parte puramente statistica Esercizio del disegnare carte geografiche. Storia, ore 2 per settimana I principali personaggi storici ed avvenimenti deli’ eta moderna. 11 perno dcll’istruzione storica in questa classe e costituito dalla storia della Monarchia austro-ungarica. Matematica, ore 3 per settimana Aritmetica generale: Teoria delle quattro operazioni con nu-meri generali, interi e frazionari. Dimostrazione delle piü semplici regole sulla divisibil ita dei numeri decadici. Teoria del massimo comune divisore e del minimo comune multiplo, applicata anche a polinomi. Equazioni di primo grado con una o piü incognite, con applicazioni a problemi di pratica importanza Teoria dei rapporti e delle proporzioni con numeri generali e loro applicazione. Compiti: Quattro scolastici al semestre. Geometria e disegno geometrico, ore 3 per settimana a) Geometria' Elementi di stereometria I piü importanti teoremi sulla posizione reciproca di rette e piani, con riguardo ai bisogni dell’istruzione della geometria deserittiva. II prisma, la piramide, il cilindro, il cono e la sfera. Calcolo della superficie e del volume di questi corpi. b) Disegno geometrico; Rappresentazione del punto, della retta limitata, di figure piane e di semplici corpi geometrici mediante due proiezioni ortogonali, in modo intuitivo e in relazione con la materia della stereometria. Fisica, ore 2 per settimana. 1. Dinamica: Moto uniforme e uniformemente variabile, caduta libera, resistenza deli’ aria, moto dei gravi lanciati verti-calmente in alto — Composizione e decomposizione dei movimenti impressi ad uno stesso punto materiale. —. Rappresentazione grafica del moto parabolico dei gravi. — Relazioni fra la foi za, la massa e 1’accelerazione; paral-lelogrammo delle forze. — Moto dei gravi lungo un piano inclinato. — Dell'attrito — Leggi del pendolo. — Forza centrifuga. — Moto centrale. — Moto di rotazione della Terra intorno al suo asse e di rivoluzione intorno al Sole. — Determinazione sperimentale della risultante di forze parallele dirette nello stesso senso — Concetto del centro Hi gravita — Ripetizione e rispettivamente dimostiazione speriinentale delle ieggi d'equilibrio della leva, del tornio, della carrucola fissa e mobile, della taglia e del piano inclinato, con particolare riguardo al lavoro compiuto ed a quello consumato. — L’urto dei corpi elastici. 2. Acustica: Origine e propagazione del suono (dilucidazione mediante esperienze). — Velocitk e riflessione del suono, diverse specie dei suoni. — Intensita ed altezza dei suoni, scala musicale. — Vibrazioni delle corde elastiche, il co-rista, tubi sonori. — Risonanze. — L’ orecchio umano. 3. Otlica: Sorgenti luminose. — Propagazione rettilinea della luce. — Ombra, le fasi lunari, eclissi. — Camera nera. — Intensita della luce, riflessione e sue leggi, formazione delle immagini negli specchi piani e sferici. — Rifrazione, propagazione della luce attraverso piastre dialane, prismi e lenti. — Formazione delle immagini nelle lenti, camera fotografica. — L’ occhio, sua facoltä di adattarsi alle diverse distanze degli oggetti, occhiali, percezione del rilievo dei coipi, durata deli’impressione, angolo visuale, — Lenti microscopiche, microscopio, telescopi diottrici. — Disper-sione, lo spettro solare, colori complementari, colori dei corpi. — Arcobaleno. Chimica, ore 3 per settimana. Esecuzione di esperimenti che ehiariseano la differenza tra fenomeni fisici e chimici. — Caratteri dei piu importanti elementi e delle loro principali combinazioni. — Descri-zione intuitiva dei minerali e delle rocce piü importanti. Petrolio; esempi di idrocarburi, alcool ed acidi. — Alcune osservazioni sui grassi e saponi. — Idrati di carbonio. — Fermentazione. — Le principali combinazioni del cianogeno. — Benzolo ed aleuni piü importanti derivati di esso. — Resine (trementina), olii eterei. — Sostanze albuminoidi. Disegno a mano, ore 4 per settimana. Continuazione del disegno prospettico e precisamente da forme di vasi e da altri adatti oggetti tecnici o d’ arte industriale, sia singoli ehe disposti in gruppi. Disegno di piü complicati ornamenti policromici piani, di ornati dalla plastica, e di piante naturali Materiali: Matita (eventualmente penna), lapis francese (crayon), colori. Spiegazioni: Intorno allo stile, agli effetti di colore e di ombra. CLASSE V. Religione, ore 2 per settimana. Primo semestre. Apologetica. Secondo semestre. Dogmatica: Dogmi preliminari. Attributi di Dio, Ss. Trinitä, Creazione, Gesü Cristo. Lingua italiana, ore 3 per settimana. Lettura di prose e poesie degli serittori eminenti dei secoli XIX e XV11I e, possibilmente, di versioni dagli antichi, in ispecie da Omero. Caratteri e forme di vari generi della prosa e poesia, rilevati dalle letture. Brevi biografie degli autori letti. Recitazione a memoria, come nelle classi precedenti. Comfonimeuti: Ogni semestre cinque o sei compiti, di pre-ferenza domestici, in relazione a cose lette o apprese da altre discipline della classe. Avviamento a bene disporre Lingua tedesca, ore 3 per settimana. Sintassi: Uso ddlarticolo. L’oggetto. Reggenza degli ag-gettivi e dei veibi. Uso delle pieposizioni. (Defant, p II, pag. 32-76). — Lettura di brani deli’Antologia, con con-tinuo riguardo alla fraseologia e alla morfologia. / Cömpiti: Ogni semestre quattro cömpiti scolastici e quattro domestici. Riproduzione libera di racconti. Traduzioni dal-1' italiano nel tedesco. Lingua francese, ore 3 per settimana. Grammatica: Regole di pronunzia e di lettura; elementi della teoria delle forme (comprendendo nello studio dei verbi gli irregolari che piü di frequente occorrono). Regole sin-tattiche necessarie all’intelligenza dei piü facili componi-menti. Lettura: Sempiici brani, adatti ad addestrare l’allievo nell’ uso elementare della lingua a voce ed in iscritto. Esercizi di memoria. Lavori in iscritto: Da Natale sino alla fine del I semestre tre brevi dettature in stretta relazione alla materia stu-diata Nel II semestre tre dettature ed otto cömpiti scolastici (riproduzioni di cose imparate a memoria o di brani bene studiati; risposte in francese a domande sempiici). Storia, ore 3 per settimana. Storia deli’ antichitä e specialmente dei Greci e dei Romani, con speciale r-ilievo delle condizioni di coltura delle sin-gole etä storiche e continuo riguardo alla geografia. Matematica, ore 5 per settimana. Aritmetica generale: Equazioni indeterminate di primo grado a dite incognite. Teoria delle potenze e delle radici; con-cetto dei numeri irrazionali L’ unitä immaginaria. Equazioni di secondo grado ad una incognita, e equazioni superiori ad una incognita che si possono ridurre a equazioni di secondo grado i piü sempiici casi di equazioni di secondo grado a due incognite. Dottrina dei logaritmi. Geometria: Fondamentali cöncetti geometrici. Teoria delle parallele. II triangolo ; sue proprietä fondamentali; egua-glianza dei triangoli. Teoremi sul quadrilatero e poligono. Dottrina degli angoli e delle corde dei cerchio triangoli e quadrilateri inscritti e circoscritti al cerchio. Proporzio-nalitä delle rette e simiglianza delle figure piane; appli-cazione dei teoremi al triangolo e al cerchio. La trasversale dei triangolo ; serie di punti armonici. Equivalenza delle figure. Alcuni problemi di trasformazione e partizione delle figure piane Calcolo delle superficie. Misura dei cerchio. Alcuni problemi sull’applicazione dell’algebra alla geometria. Cömpiti: Quattro scolastici al semestre. Geometria descrittiva, ore 3 per settimana. Ripetizione dei piü importanti teoremi sulla posizione re-ciproca di rette e piani. — Pertrattazione sistematica dei problemi fondamentali della geometria descrittiva ehe si riferiscono a punti, rette e piani. — Proiezione di figure piane e costruzione delle loro ombre portate sopra i piani di proiezione. — Rappresentazione del cerchio dedotta dalla sua rotazione intorno ad un asse e sviluppo delle piü importanti proprietä dell’elisse da proprietä analoghe del cerchio. Storia naturale, ore 2 per settimana. Botanica: Osservazioni sui tipi del regno vegetale nei loro aggruppamenti naturali, con riflesso alla loro costituzione anatomica e morfologica ed in generale ai processi vitali della pianta. I caratteri della famiglia sono da svilupparsi sopra singoli rappresentanti del gruppo, escludendo ogni particolare sistematico. Chimica, ore 3 per settimana. Chimica inorganica: Ampliamento della materia pertrattata nella IV classe, con ispeciale riguardo alle leggi ehe ac-compagnano i processi chimici. Sviluppo sperimentale delle leggi teoriche ed empiriche. Trattamento particolare deli’idrogeno, ossigeno, azoto, car-bonio, come pure delle principali combinazioni di questi elementi; analogo trattamento del cloro, bromo, iodio, fluore, zolfo, boro, fosforo, arsenico, antimoniio e silicio. Caratteri generali dei metalli; speciale pertrattazione di quei metalli e combinazioni metalliche ehe sono particolarmente importanti dal lato teorico e pratico. Disegno a mano, ore 3 per settimana. Disegno di figura; spiegazione deli’anatomia della testa del-1'uomo, della sua struttura; le piu importanti proporzioni, differenze secondo 1’ etä. — Disegni a contorno, a mezzo ed intero effetto, da corrispondenti esemplari e modelli di gesso. CLASSE VI. Religione, ore 2 per settimana. Primo semestre: Dogmatica; Trattato della Grazia e dei Ss. Sacramenti. Secondo semestre: Morale. Lingua italiana, ore 3 per settimana. Lettura di prose e poesie dei miglioii scrittori dei secoli XVIII, XVII e XVI, scegliendo di preferenza dali’Orlando Furioso e dalla Gerusalemme, anche come lettura domestica (da un’edizione scolastica). Brevi biografie degli autori letti. Lettura della Divina Commedia da un’edizione scolastica. Ogni semestre dai cinque ai sei componimenti come nella V. lasciando pero agli alunni maggior libertä nello svolgimento. Lingua tedesca, ore 3 pel- settimana. Grammalica: Ripetizione della morfologia ; i capitoli piü im-portanti della sintassi, seguendo la grammatica dello Stejskal. Esercizi di traduzione dali’ italiano in tedesco. (Letture italiane, p. II). Nel primo semestre, lettura dalla Antologia del N08, p. I, come nell’ anno precedente, scegliendo brani narrativi e descrittivi piü difficili Nel secondo semestre, breve sunto della storia della letteratura tedesca, dalle origini a Klop-stock, con speciale riguardo alla prima epoca di splendore (N08, p. II). Compiti: Come nella classe V, inoltre facili e brevi temi liberi. Lingua francese, ore 3 per settimana. Grammatica: Ricapitolazione e completamento della teoria delle forme. Ripetizione ed ampliamento delle leggi sintattiche. Lettura di scelti brani prosastici di genere narrativo e de-scrittivo, come pure di facili poesie. Contemporaneamente continuazione ed ampliamento degli esercizi orali con li-bera applicazione delle voci e delle frasi apprese. Lavori in iscritto: Ogni semestre quattro cömpiti scolastici e quattro domestici. — Materia per i compiti scolastici : Risposte a domande in lingua francese in relazione alle cose lette, dettature e riproduzioni di piccoli brani letti. Per i compiti domestici: Versione in prosa di poesie narrative; di quando in quando una traduzione dall’italiano in francese. Storia, ore 3 per settimana. Storia del medio evo e dell’etä moderna fino alla pace di Vestfalia, come nel quinto corso, e con speciale riguardo alla Monarchia austro-ungarica. Matematica, ore 4 per settimana. Aritmetica generale: Equazioni logaritmiche «d esponenziali. Progressioni aritmetiche e geometriche; applicazione al calcolo degli interessi composti e delle rendite. Ripeti-zione. Geometria: I. Trigonometria. Funzioni goniometriche. Teoremi per la risoluzione del triangolo rettangolo. Continuato svi-luppo delle funzioni goniometriche. Soluzione dei poligoni regolari. Teoremi per la risoluzione dei triangoli obliqua-goli e loro applicazione. Soluzioni di semplici equazioni goniometriche. — II. Stereometria. I piü importanti teoremi sulla posizione delle rette nello spazio e rispetto ad un piano. Proprietä fondamentali deli' angolo solido in generale e del triedro in particolare (il triedro polare). Divisione dei corpi. Calcolo della superticie e dei volumi del prisma, della piramide e del tronco di piramide. Calcolo del volume del cilindro, del cono, del tronco di cono, come pure della superficie delle forme rette di questi corpi. Superficie e volume della sfera e delle sue parti. Compiti: Quattro scolastici al semestre. Geometria descrittiva, ore 3 per settimana. Rappresentazione di prismi, di piramidi, di cilindri e di coni. Sezioni piane, sviluppi, ombre per illuminazione parallela e casi semplici di penetrazioni di questi corpi. Sviluppo elementare delle piü importanti proprietä delle sezioni coniche e applicazione di queste proprietä a costruzioni di tangenti alle stesse. Piani tangenziali a superfici cilindriche e a superfici coniche. Ombra portata sull' interno del mantello di prismi e di piramidi. Storia naturale, ore 2 per settimana. Zoologia: Descr zione degli organi pm importanti del corpo umano e delle loro funzioni. (Cenni sul regime di vita). Descrizione delle classi dei vertebrati e dei gruppi piü importanti degli invertebrati, avuto riguardo alle condi-zioni anatom;che e morfologiche ed al loro sviluppo, tras-curando i particolari sistematici. Fisica, oie 4 per settimana. i. Introduzione: Oggetto e matodo della tisica. — Ripetizione delle proprietk generali dei corpi. — Molecole, atomi, stato d’ aggregazione. 2. Meccanica: Nozioni preliminari del moto, moto uniforme ed uniformemente variabile. — Inerzia. — Caduta libera. — Misura dinamica e statica delle forze. — Peso. — Resi-stenza dell’ aria. — Moto dei gravi lanciati verticalmente in alto. -- Concetto e misura del lavoro. — Forza viva. — Energia. — Composizione e decomposizione dei movi-menti, moto parabolico. — Caduta dei gravi lungo un piano inclinato. — Composizione e decomposizione delle forze applicate ad uno stesso punto; risultante delle forze che agiscono su punti diversi di un sistema rigido. 11 momento di rotazione. La coppia. — Centro di gra-vita, diverse specie d’ equilibrio, stabilitä. — Le macchine semplici (accennarido al principio della conservazione del lavoro). — Ostacoli al moto (impossibilitä del moto per-petuo). — La bilancia comune e la bilancia decimale. — Moto curvilineo. — Forza centripeta e centrifuga. — Moto centrale. — Leggi d’oscillazione del pendolo matematico e fisico, di quest’ ultimo soltanto in via sperimentale. (Pendolo a reversione). — Forze molecolari (ripetizione di ciö che fu trattato nei corsi inferiori). — Modulo di elasti-citä. — Tenacitä. — Dell’urto. — Ripetizione dell’ idro-dinamica e completamento della materia pertrattata nei corsi inferiori. — Teorema dell’efflusso orizzontale. — Pressione molecolare, capil 1 arita, soluzione, diffusione. — Ripetizione e completamento dell’aeromeccanica. — La legge di Mariotte-Gay-Lussac. — Peso dei gas — Calcolo della rarefazione mediante la macchina pneumatica e della con-dens;izione mediante la tromba di compressione — Per-dita di peso dei corpi nell’ aria. — Isometria barometrica. — Efflusso dei gas. — Diffusione. — Assorbimento. 3. Termologia: Termometri. - Coefficenti di dilatazione. — Ca- lorimetria. — Relazioni fra il calore ed il lavoro meccanico. -- Equivalente meccanico del calore. — Teoria del calore. — Cambiamento di stato d’ aggregazione con riguardo alla teoria meccanica del calore. — Vapori saturi e sopra-riscaldati. — Densitä dei vapori (Peso molecolare). — Igrometria. — Meteore acquee — Macchina a vapore. — Propagazione del calore. — Irradiazione del calore. — Linee isotermiche e isobariche. — Venti. 4. Dottrina delle ondulazioni: Leggi delle vibrazioni semplici.— Composizione di vibrazioni. — Oscillazioni trasversali e longitudinali. — Riflessione ed interferenza del moto 011-dulatorio. — Formazione di nodi e ventri. (Pertrattazione grafica ed esperimentale). 5. Acustica: Produzione dei suoni. — Diverse specie di suoni — Determinazione deli’ altezza dei suoni. — Scala diato-nica del modo maggiore e del modo minore. — II tri -accordo. — Leggi sulle vibrazioni delle corde elastiche (Sonometro). - Toni concomitanti. — Intensita e colorito del suono. — Risonanza. — Vibrazioni delle verghe, lamine e membrane elastiche. — Tubi sonori. — L’organo vocale. — Propagazione del suono. — Velocitä del suono. — Diminuzione d’intensita dei suoni coli’aumentare della distanza. — Riflessione ed interferenza delle onde sonore. L' organo deli’ udito. Chimica, ore 2 per settimana. Chimica organica: Concetti di una combinazione organica. — Ricerca dei componenti una combinazione organica ; for-mole atomistiche; formole molecolari; formole empiriche e razionali. Petrolio, metano, etano, propano, butano e pentano unita-mente ai loro derivati; acido palmitico, stearico e cero-tico. — Etileno e propileno ed i loro principali derivati. — Acetilene, le principali combinazioni alliliche, acido oleico; grassi naturali (sapone e candele); idrati catbo-nici; fermentazione alcoolica. Le piu importanti combinazioni del cianogeno. — Breve pertrattazione del catrame di carbone fossile. — Benzolo, toluolo coi loro principali derivati — Di e trifenilmetano con riguardo al colore del catrame — Indaco. — Naftalina, antracene. — Piridina, chimolina. acridina; principali alcaloidi. — Olio di trementina, canfora; cautschouk e guttaperca; resine. — Sostanze albuminoidi. Disegno a mano, ore 2 per settimana. Continuazione del disegno di figura dalla plastica e da esem-plari piu difficili. — A misura del tempo disponibile, ripe-tizione dell’ornamento e del disegno di piante naturali. CLASSE YII Religione, ore i per settimana. Storia della chiesa cattolica. Lingua italiana, ore 4 per settimana. Lettura di alcune poesie liriche di Dante, del Petrarca e del Poliziano; del Boccaccio alcune delle novelle piti sem-plici. Cenni biogratici di questi autori. Sguardo generale al rinascimento e agli umanisti. Continuazione delIa lettura della Divina commedia, della quäle poi, come riassunto delle spiegazioni date via via, si porranno in rilievo il carattere speciale e il pensiero fondamentale ehe la informano. Riassunto della storia letteraria nelle sue fasi principali dal secolo XIV al XIX, con ricapitolazione continua delle letture fatte. In questa ciasse šara pure il caso di spie-gare certe prose o poesie di capitale importanza che per la loro difficoltä non si siano trattate nelle due classi pre cedenti. Esercizi di libera esposizione orale da parte degli alunni, di qualche argomento tratto dagli studi fatti. Componimenti come »ella ciasse VI. Lingua tedesca, ore 3 per settimana. Grammatica come nella ciasse VI. Esercizi di traduzione dali’ italiano in tedesco come nella ciasse VI. La lettera-tura tedesca nella seconda epoca di splendo're. Brevi bio-grafie dei maggiori poeti da Klopstock a Goethe, e cenni šulle loro opere principali. 1 poeti austriaci. (Noe, p II). Eventuale lettura di un' opera classica da un' edizione sco-lastica. Cömpiti come nella ciasse VI. Lingua francese, ore 3 per settimana. Grammatica : Ripetizione della materia trattata nei corsi pre-cedenti. Completamento della sintassi. Lettura di brani prosastici e poetici di vario genere. Lav uti in isci-itto : Ogni semestre quattro cömpiti scola'-tici e quattro domestici. Materia per i cömpiti scolastici come nella ciasse VI, con esigenze maggiori Per i cömpiti domestici: Disposizioni e sunti. Nel secondo semestre anche traduzioni dal francese in italiano come cömpiti scouistici e domestici. Öeografia e Storia, ore 3 per settimana. Storia dell’evo moderno dopo la pace di Vestfalia, secondo gli stessi criteri dei corsi precedenti e con speciale riguardo alla Monarchia austro-ungarica. Ripetizione della geografia della Monarchia austro-ungarica. Sguardo statistico alla produzione delle materie prime, all’ industria ed al com-mercio, confrontati con gli altri Stati d’ Europa. Costitu-zione ed amministrazione della Monarchia con speciale ri-guardo alla parte austriaca Matematica, ore 5 per settimana. Aritmetica generale: Dottrina delle combinazioni. Teorema binomiale per esponenti interi e positivi. Dottrine fonda-mentali del calcolo di probabilitä. Geometria: 1. Trigonometria sferica. Esposizione delle piü importanti proprietä del triangolo sferico. Superficie del triangolo sferico Formole fondamentali per la risoluzione di triangoli sferici rettangoli e obliquangoli Applicazione della trigonometria sferica alla stereometria e a semplici problemi di astronomia. — II. Geometria analitica: La retta, il cerchio e le sezioni coniche esaminate analitica-mente in rispetto ad un sistema di coordinate ortogonali, ed in singoli casi importanti anche ad un sistema di coordinate polari. Proprietä delle coniche relativamente ai fuochi, alle tangenti, alle normali e ai diametri. Quadra-tura della elisse e della parabola. Ripetizione della ma-teria trattata nei corsi superiori, per lo piü praticamente mediante soluzione di problemi. Compiti: Quattro scolastici al semestre. Geometria descrittiva, ore 2 per settimana. Rappresentazione della sfera e sezioni piane della stessa — Piani tangenziali, cilindri e coni tangenziali a superficie sferiche — Ombra propria ed ombra portata sulla parte convessa e sulla parte concava di superficie cilindriche e coniche, come pure su calotte sferiche. — Ripetizione delle parti piü importanti della geometria descrittiva. Storia naturale, ore 3 per settimana. Mineralogia : (I semestre). Studio dei minerali piü importanti quanto alle loro forme cristallografiche, ai loro caratteri fisici e chimici, ed altre relazioni istruttive a seconda di un sistema, perö coli’ omissione di tutte le forme rare o difficilmente alla portata degli scolari. Elementi digeologia: (I! semestre) Cenni sulle trasformazioni fisiche e chimiche. Descrizione dei principali tipi di rocce. Dei giacimenti delle rocce e della struttura dei monti, possibilmente illustrata da esempi di localitä vicine; breve descrizione delle epoche geologiche, con frequenti confronti nel trattare le forme paleontologiche di tipi esistenti e vi-cendevoli analogie. Fisica, ore 4 per settimana. Nel II semestre un’ora settimanale e dedicata esclusivamente ad una ripetizione riassuntiva della materia. Principi fondamentali dr Astronomia (Cosmugrafid). Movimento diurno apparente della sfera celeste; tempo sidereo; coor-dinate riferite e all’orizzonte e all’equatore; determina-zione del meridiano e deli’ altezza polare. — Forma e dimensioni della terra. — Rotazione della stessa intorno al proprio asse (esperienza di Foucault) e conseguenze. — Movimento apparente del sole, eclittica, coordinate riferite ali’ eclittica. — Tempo vero e tempo medio. — Anno sidereo e tropicale. — Giorno intercalare. — Movimento reale della terra intorno al sole. — Distanza del Sole. — Pianeti, breve spiegazione del loro movimento apparente. — Le leggi di Kepler: deduzione della legge di Newton da quelle di Kepler. — Distanza e movimento della luna. — Descrizione di un metodo per la determi-nazione della densita media della terra. — Confronto tra la massa della terra e quella del sole, alta e bassa marea — Precessione degli equinozi, spiegazione sperimentale. — Alcune brevi osserv.izioni sopra singoli pianeti, comete, stelle cadenti, stelle tisse, nebulose apparenti e reali. a) Magnetismo: Ripetizione dei fenomeni fondamentali. — La legge di Coulomb, intensitä dei poli, del campo magnetico, linee di forza. — Posizione dei poli, movimento magnetico. Gli elementi del magnetismo terrestre. b) Elettricita staiica: Ripetizione dei fenomeni fondamentali sul- 1’ elettrizzazione per strofinio, contatto ed influenza. — Macchine d’ influenza. — La legge di Coulomb e la mi-sura elettrostatica della quantitä di elettricita; campo elettrico, le proprietä piu importanti del potenziale in un punto nel campo. — Potenziale di un conduttore. Spiegazione del ^potenziale col mezzo di esperienze. —-Capacita, condensatori (costante dielettrica), energia di un corpo elettrizzato. — Elettricita atmosferica. c) Corrente elettrica: Differenza di potenziale in un elemento galvanico apeito, forza elettro motrice, esperienza fonda-mentale di Volta, batterie galvaniche. — La corrente elettrica, il suo campo magnetico, la legge di Biot-Savart, unita elettroinagnetica deli’intensitä della corrente e 1'Ampere. — Bussola delle tangenti di Weber. — Galvanometro a specchio. — Legge di Ohm — Elettrolisi, po-larizzazione, elemento costante. — Accumulatori — Calore sviluppato dalla corrente — Legge di Joule, le unita elettromagnetiche della resistenza e della forza elettro-motrice ; 1’ Ohm legale e ii Volt. — Illuminazione elettrica. Effetto Peltier, correnti termiche — Misura della resistenza col metodo di sostituzione. — Metodo di Ohm per la determinazione delle costanti deli' elemento galvanico. — Correnti derivate in due circuiti. — Campo magnetico in un circuito piano. — Azione mutua di due circuiti. — Campo magnetico di un solenoide; teoria del magnetismo di Ampere; elettro-calamite, applicazioni. — Fenomeni fondamentali del diamagnetismo. — Rotazioni elettromagnetiche. — Induzione di corrente con riguardo al principio dell’energia. — Azioni fisiologiche delle correnti indotte. — Spiegazione di una macchina magneto-elettrica e dinamo-elettrica. — Induttore di Ruhmkorff. — Teletono e microfono. Ottica : Ripetizione della parte trattata nella IV classe sulla propagazione della luce. — Ipotesi sulla luce, — Determinazione della velocitä. — Fotometria. — Riflessione, spiegazione con la teoria delle ondulazioni. Immagini con gli specchi piani e convessi. Rifrazione, spiegazione colla teoria delle ondulazioni; riflessione totale. — Passaggio della luce attraverso una lamina a facce parallele, prisma, deviazione minima, determinazione deli’ indice di rifrazione. — Lenti, calcolo e costruzione delle immagini, aberrazione di sfericitä. — Dispersione; aberrazione cromatica, lenti acro-matiche. — Spiegazione grafica dell’arcobaleno.— Spettro-nietro, spettri di emissione e di assorbimento, 1’ essenziale sull’ analisi spettrale, spiegazione delle linee di Fraunhofer, colore dei corpi. — Brevi osservazioni sulla fluorescenza e fosforescenza. — Azioni chimiche della luce. — Azioni termiche, raggi sub-rossi; emissione ed assorbimento degli stessi; sostanze diatermane ed atermane. — Raggi Röntgen. — Apparato di proiezione, camera fotografica, occhio umano. — Microscopio e cannocchiale diottrico, con breve discussione sull’ ingrandimento. Interfeienza : Colori di lamine sottili, anelli di Newton, diffra-zione prodotta da una fessura. — Polarizzazione per ri-flessione e rifrazione semplice. — Polarizzazione per doppia rifrazione; lamine di tormalina. •— Prisma di Nicol. — Rotazione del piano di oscillazione. (Saccarimetro). Disegno a mano, ore 3 per settimana Preparazione dei lavori per 1’ esame di maturitä nei limiti prescritti per le classi precedenti. — Nella scelta degli oggetti e da prendersi in considerazione 1’ individuale abi-lita dello scolaro. Osseivazione: Per gli esercizi nello schizzare e per il disegno a memoria vengono raccomandati agli scolari dalla III classe in poi libri di schizzi. MATERIE LIBERE. Chimica analitica, soltanto per gli allievi delle classi superiori, in due corsi. CORSO I. — Due ore per settimana Esperimenti di soluzioni e separazioni con diversi solventi (acqua, alcool, acidi, ammoniaca, alcali caustici e solfuro di carbonio). Esperimenti di formazioni delle principali combinazioni, come ad esempio : ossidi basici, ossidi acidi. solfuii ed acidi. Alcuni processi di riduzione col cannello ferruminatorio nella fiamma di riduzione. Processi di riduzione nel tubetto di vetro e con carbone a temperatura elevata. Esame dei corpi minerali per via umida; ricerca sistematica dei principali corpi inorganici, prescindendo dali’ analisi composta qualitativa. Ricerca dei corpi minerali per via secca; fenomeni prodotti dalla loro fusione su lamina di platino con 1' aggiunta di nitrato di potassio e carbonato di sodio; fenomeni di co-loramento alla perla di borace; reazioni colorate alla fiamma Bunsen. Determinazione qualitativa di diversi metalli nelle leghe, e dei piu comuni minerali con piü componenti. CORSO II. — Due ore per settimana. Alcuni esempi di ripetizione deli’ analisi semplice dei corpi minerali, analisi con liquidi titolati di acidi minerali ed or-ganici di soluzioni basiche e di soluzioni di carbonati. Riconoscimento delle principali combinazioni del cianogeno, e loro imporlanza quali reagenti. Determinazione qualitativa del carbonio, nitrogeno, idrogeno, zolfo, fosforo e dei metalli in combinazioni orgauiche. Analisi delle principali combinazioni delle paraffine, dei carboni idrati e della serie aromatica. Le principali reazioni su alcuni colori minerali ed esperi-menti di tintoria con indaco, alizarina e con i principali colori di anilina. Stenografia, soltanto per allievi dalla classer quarta in su, in due corsi CORSO I. — Due ore per settimana. Segni stenografici ed unione di essi per la formazione delle parole. — Abbreviazione delle parole. — Sigle. CORSO II. — Due ore per settimana. Abbreviazione logica: a) Abbreviazione radicale; b) Abbreviazione formale; c) Abbreviazione mista. — Sigle parlamentark -- Frasi avverbiali. — Esercizi pratici. Testo : Manuale di stenografia secondo il sistema di Gabels-berger, applicato alla lingua italiana da Enrico Noe. Ginnastica, due ore settimanali per classe. L’istruzione fu impartita secondo il piano d’insegnamento della ginnastica, emanato coli’ordinanza ministeriale del 12 Febbraio 1897, N. 17261 ex 1896. SPECCHIETTO RIASSUNTIVO delle materie e delle ore settimanali nelle singole classi. MATERIE C L A S S E i C3 S E 0 c/3 j 1 II III IV V VI VII Religione cattolica 2 2 2 2 2 2 1 13 n ebraica 1 1 1 1 1 1 1 7 Lingua italiana ... 4 4 4 4 3 3 4 2(' s tedesca 6 5 5 3 3 3 3 28 „ francese . . — — — — 3 3 3 9 Geografia 3 2 2 2 — — — 9 Storia . — 2 *- 2 3 3 3 15 Matematica 4 3 3 3 5 4 5 27 Geometria e disegno geometrico . . — 2 2 3 — — — 7 Geometria descrittiva — — — 3 3 2 8 Storia naturale . . 2 2 — 2 2 3 11 Fisica — — 3 2 — 4 4 13 Chimica — — 3 3 2 — 8 Disegno a mano 4 4 4 4 3 2 3 24 Calligrafia 1 1 2 Somma per i cattolici . 26 27 27 28 30 31 31 200 Somma per gl* israeliti . 25 26 26 27 29 30 31 194 Materie libere: Chimica analitica, (soltanto per allievi delle classi superiori), 2 corsi con due ore settimanali. Stenografia, (per allievi dalla quarta in su), 2 corsi con due ore settimanali. Ginnastica, due ore settimanali per classe. LIBRI Dl TESTO USATI NELL’ ANNO SCOLASTICO 1908-1909. Religione cattolica. Classc I: Catechismo grande della religione cattolica, ediz. Monauni, Trento, 1899-1906. Classe II: Catechismo grande della religione cattolica, come nella classe I; Cimadomo, Catechismo del culto cattolico, ediz. VI-1X, Seiser, Trento 1895-1906. Classe III: Cimadomo, Catechismo del culto cattolico, come nella classe II; Dr. Schuster, Storia sacra del vecchio e del nuovo Testamento, i. r. disp. libri scol., Vienna. Classc IV: Cimadomo, Catechismo del culto cattolico, come nelle classi II e III Classi V c VI: F. S. Schouppe, Breve Corso di religione, ed. Artigianelli, Torino 1906. Classe VII: Zieger Fr. Compendio di Storia ecclesiastica, ediz. Monauni, Trento 1908. Lingua italiana. Classe I: Nuovo libro di letture italiane, p. I, ed. SchimpfF, Trieste, 1898; Curto dott. G., Grammatica della lingua italiana, ediz. II-V, Vram, Trieste 1903-1908. Classe II: Nuovo libro di letture italiane, p. II, ed. Schimpff, Trieste, 1899; Curto dott. G., Grammatica della lingua italiana, come nella classe I. Classe III: Nuovo libro di letture italiane, p. III, ed Schimpft', Trieste, 1907 ; Curto dott. G., Grammatica della lingua italiana, come nelle classi I e III. Classe IV: Nuovo libro di letture italiane, p. IV, ediz. Schimpfif, Trieste, 1902; Curto dott G., Grammatica della lingua italiana, come nelle classi I-III. Classe V: Antologia di poesie e prose italiane, p. I e II, ediz H, Chiopris, Trieste-Fiuine, 1891. Classe VI: Antologia di poesie e prose italiane, p. I e III, ediz. II, Chiopris, Trieste-Fiume, 1891. Classe yn: Antologia di poesie e prose italiane, p. IV, ediz. II, Chiopris, Trieste-Fiume, 1891. — Dante, La Divina Commedia, ed. Barbera, Firenze, 1903. Lingua tedesca. Classe I e II: Defant G, Corso di lingua tedesca, p. I, soltanto ediz. III, Monauni, Trento, 1902. Classe III: Defant G., Corso di lingua tedesca, p. I, come nella classi I e II; Defant G., Corso di lingua tedesca, p. II. soltanto edizione 11; Monauni, Trento, 1906. Classe IV: Defant G, Corso di lingua tedesca, p II, comc nella classe III. Classe V: Defant G., Corso di lingua tedesca, p. II. come nelle classi III e IV ; Noe E., Antologia tedesca, p. I, soltanto ediz. IV, Manz, Vienna 1905. Classe VI: Dr. K Kummer, Deutsche Schulgrammatik, ediz. VII, Tempsky, Vienna 1906; Noe E., Antologia tedesca, p. I> come nella classe V; Noe E., Antologia tedesca, p. II, soltanto ediz. IV, Manz, Vienna 1906; Nuovo libro di letture italiane, p. II, (come nella classe seconda), quäle libro di versione dal-1' italiano nel tedesco. Classe VII: Dr. K. Kummer, Deutsche Schulgrammatik, come nella classe VI; Noe E, Antologia tedesca, p II, come nella classe VI Lingua francese. Classe V: Zatelli D., Corso di lingua francese, p. I, soltanto ediz. III, Grandi e Comp , Rovereto, 1903; Filek Dr. E., Französische Chrestomathie, ed. VI, Holder, Wien, 1895. Classe VI: Zatelli D., Corso di lingua francese, p. II, sol-tanto ediz. II, Sottochiesa, Rovereto 1901 ; A. Bčchtel, Französische Chrestomathie, ediz. IV-V, Manz, Wien, 1892-1902. Classe VII: A. Bechtel, Französische Chrestomathie, come nella classe VI. 4 Geografia e storia. Classe I: Gratzer Dr. C., Testo di Geografia per le scuole medie, p I, ed. Monauni, Trento 1905 ; Kosetin B.-Stenta Dr. M., Atlante geografko ad uso delle scuole medie, ediz. Hölzel, Vienna, 1904. Classe II: Morteani L., Compendio di geografia per la se-conda classe delle scuole medie, ed. II Schimpff, Trieste 1907 ; Mayer F., Manuale di Storia per le classi infer. delle scuole medie, p. I, ed. Tempsky, Vienna e Praga, 1898; Kozenn-Stenta, Atlante geografico, come nella classe I; Putzger F. IV, Historischer Schulatlas, ediz. XI-XXIX, Pichler, Wien, 1889-1907. Classe III: Morteani L, Compendio di geografia per la terza classe delle scuole medie, ed II, Schimpff, Trieste, 1908 ; Mayer Dr. F., Manuale di storia per le classi infer. delle scuole medie, p. II, ediz. Tempsky, Vienna e Praga, 1897; Kozenn-Stenta, Atlante geografico, come nelle classi I e II; Putzger F. W., Historischer Schulatlas, come nella classe II. Classe IV : Morteani L., Compendio di geografia della Mo-narchia aust.-ung. per la quarta classe delle scuole medie, ed. Schimpff, Trieste 1897; Mayer Dr. F., Manuale di storia per le classi infer. delle scuole medie, p. III, ed. Tempsky, Vienna e Praga, 1895; Kozenn-Stenta, Atlante geografico, come nelle^classi I-III; Putzger F. W., Historischer Schulatlas, come nelle classi II e III. Classe V : Zeehe A., Manuale di storia antica, ed. Monauni, Trento, 1906; Putzger F. IV.. Historischer Schulatlas, come nelle classi II-IV. Classe VI: Gindely A., Manuale di storia universale per i ginnasi superiori, vol. II, ed Loescher e Tempsky, Torino e Praga, 1887, e vol. III, ed. Tempsky, Vienna e Praga 1895; Putzger F. W., Historischer Schulatlas, come nelle classi II-IV Classe VII: Gindely A., Storia universale, tomo III, come nella classe VI; Hannak Dr. E., Compendio di storia, geografia e statistica della Monarchia aust.-ung. ediz. III, Holder, Vienna, 1894; Haardt V., Geographischer Atlas der österr-ungar. Monarchie, ediz. III, Holzel, Wien, 1882; Putzger F W., Historischer Schulatlas, come nelle classi II-VI. Matern atica. Classi I o II: Wallentin dott. F., Manuale di aritmetica per la prima e la seconda classe delle scuole medie, ediz. Monauni, Trento, 1896. Classe III: Walletitin dott. F., Manuale di aritmetica per la terza e quarta classe delle scuole medie, ediz. Monauni, Trento, 1892. Classe IV: Wallentin dott. F., Trattato di aritmetica per le classi superiori dei ginnasi e delle scuole reali, ed. Monauni, Trento 1895 ; Postet Fr., Raccolta di quesiti di esercizio, ediz. Monauni, Trento, 1895. Classe V-VI1: Wallentin dott. F., Trattato di aritmetica e Postet Fr., Raccolta di quesiti, come nella classe IV; Mocnik dott. F., Trattato di geometria, ed. Dase, Trieste, 1891. Geometria, disegno geometrico e geometria descrittiva. Classi II-IV: Ströll A., Elementi geometria, ediz, II, Holder, Vienna, 1903. Classi V-VII: Menger G., Elementi di geometria descrittiva, ed. Holder, Vienna 1888. Storia naturale. Classi I-II: Pokorny dott. A., Storia naturale del regno animale, ed. Loescher, Torino e Vienna, 1902 ; Pokorny dott. A.-Cantcl T.t Storia illustrata del regno vegetale, ed. V-VIII, Loescher, Torino e Vienna, 1891-1908. Classe V: Burgerstein Dr. A., Elementi di botanica, ediz. Holder, Vienna 1895. Classe VI: Dr. Gräber, Elementi di zoologia, ediz. Tempsky, Vienna e Praga, 1896. Classe VII: Hoclistetter Dr. F. e Biscliitig Dr. A., Elementi di mineralogia e geologia, ed. Holder, Vienna 1882. Fisica. Classe III: Dr. G. Krist, Elementi di fisica per le classi inferiori delle scuole medie, ed. Monauni, Trento 1894. Classe IV: Dr. G. Kr/st, Elementi di fisica, come nella classe III. Classi VI e VII: Münch P., Trattato di fisica, ed.IIölder, Vienna, 1898. Chimica. Classe IV : Fiumi G., Elementi di chimica e mineralogia, ediz. I e II, Grigoletti, Rovereto, 1900 e Monauni, Trento 1904. Classi V e VI: Fiumi G., Trattato di chimica, ediz. 11-111, Rovereto, 1894, Monauni, Trento, 1905. Nell’anno scolastico 1909-1910 avverranno i seguenti cam-biamenti: Religione: Cesserä, neila classe IV, 1’ uso del Cimadomo e verrä introdotta la Storia sacra del vecchio e del nuovo Testamento del Dr. Schuster. Lingua francese: Cessera, nella classe V, 1’uso del Filek Dr. E., Französische Chrestomathie. Geografia: Si continuerä, nella classe V, con l'Atlante geografico Kozenn-Stenta, usato nelle classi I-IV. Storia: Si adoperera nella classe I il Mayer p. I e l’Atlante storico del Putzger (ora in uso nella II); nella classe II il Mayer p. I e p. II; nella classe III il Mayer p. II e p. III; nella classe IV il Mayer p. III e lo Zeehe (Storia antica), e nella classe V lo Zeehe (Storia antica) e il Gindely, vol. II. Matematica : Nella classe IV si adoperera anche il Mocnik (Geometria), ora in uso nella V. TEMI DI LINGUA ITALIANA svolti dagli scolari dei corsi superiori, ed esercizi rettorici. CLASSE VA. Lo spirito d’ avventura (dom.) — Elogio della puntualita (scol.) — La donna e gli .,studi virili“ (dom.) — Un coltello insanguinato, trovato in luogo solitario, fa pensare a un delitto. Si scopre die ha servito invece a salvare qualcuno dalla morte (scol) — L’ acqua nell’igiene e nelle industrie (dom.) — I danni del diboscamento (dom.) — . . . al caldo polo (scol.) — Le colpe di un gatto (Dalle cronaclie giudiziarie di una grande citta) (dom.'l -- II Passero solitario e un pensiero di Tolstoi (dom.) — Le ore del giorno (scol.) Prof. R. Pierobon. CLASSE V B. Non sono, alma Bellezza, II mar, le belve, le Campagne, i fonti II sol teatro della tua grandezza (Monti) (dom.) — La carta (scol.) — Alla stazione della strada ferrata (dom.) — In tranvai (scol.) — La morte di Ettore (dom.) — 11 Carso (scol.) — Adelchi e Desiderio nella tragedia del Manzoni (dom.) — 1 fiumi (scol.) — La vigilia del di di festa (dom.) — Roma e Cartagine (scol.) Prof. dott. G. Braun. CLASSE VI A. II ritorno di Giuditta. (Dalla Betulia liberata del Metastasio) (scol.) — II faniedio di Trieste (dom.) — Sempre il nuovo che e grande appar menzogna. (Parini, L’ innesto del vaiuolo) (scol.) — II concetto deli' educazione fisica nelle varie epoche e nel-1’ epoca attuale (dom.) — Le gravi eure del giovin signore (scol.) — L’ egemonia politica ed intellettuale deli’ Europa (dom.) — L' allegoria della vita secondo 1’ Ariosto (scol.) — Chi ti tentö, folle Prometeo, a farne Razza di ciance ? (Gozzi, Sermoni) (dom.) — Scopo ed essenza del teatro (scol.) — II ditirambo del poeta e quello deli’ ubbriacone (scol.) Prof. G. Benco. CLASSE VIB. Passatempi estivi (dom.) — „Dali’ alma origin solo Han le lodevol’opre“. (Insegnamenti di Chirone al giovanetto Achille) (scol.) — I nostri bisnonni (Impressioni di una visita alla sezione patria del museo di antichitä) (dom.) — Campane di natale (scol.) — La vita del seicento nelle satire di Salvator Rosa (dom.) — L’uomo fiorisce come il fiore del campo. (Salmo io3,versetto 15) (scol.) — La stampa (dom.) — L’ Orlando e il Goffredo (scol.) — 11 nobile castello (dom.) — Parva, sed apta miki. Piccola e questa casa, ma adatta per me (scol.) Prof. G. Farolfi. CLASSE VII A. Le forme della civiltä contemporanea (scol.) — Come ricama la fantasia popolare (dom.) A scelta : a) La macchina universale (la leva), b) Trovatori, trovieri e dicitori in rima. c) Come ’1 volger del cielo della luna Cuopre e discuopre i liti senza posa, Cosl fa di Fiorenza la for-tuna (Parad. XVI) (scol.) — Carta, penna e calamaio (dom.) — In men che scorra una sei volte in dieci Divisa parte di volubil ora Squallido la cittä cumol si fece Di rotte pietre .... (Varano, Terremoto di Lisbona) (scol.) — Amor di patria ed ira di parte (Dialogo fra Dante e Farinata) (dom.) — La dottrina senza il fine pratico e capitale morto (scol.) — L’ elettromagnetismo nelle sue applicazioni industriali (dom.) — Come e perche dobbiamo viaggiare (scol.) A scelta: a) Chi ignora la natura e la forza degli elementi, non diverrk mai signore degli spiriti (Goethe), b) Pochi compagni avrai per questa via; Tanto ti prego io piu, gentile spirto, Non lasciar la magnanima tua impresa (Petrarca), c) Dalla pila di Volta ali’ anello di Pacinotti. (matur.) Prof. G. Benco. In giro per Trieste e i suoi dintorni (dom.) — Firenze al tempo di Dante (scol.) — II cinematografo (dom.) — La forma-zione degli Stati uniti d’America e la divisione della Polonia (confronto storico) (scol.) — Faber suae quisque fortunae (dom.) A scelta: a) Ordita Di speranze e memorie e sol la vita (i8), b) Rileggendo 1’Antologia Carducciana (4), c) La con-quista deli' aria (7). (scol. e dom.) — A scelta : a) Recenti ten-tativi per scoprire il polo (8). b) Che cosa deve 1’ uomo alla montagna (8). c) „Noi siam vermi Nati a formar 1’ angelica farfalla (3). (scol. e dom) — A scelta: a) II tempo distrugge ogni cosa, ma accresce la venerazione per le opere dell’ingegno. b) La Citta di Dite, sua struttura, peccatori che contiene, qualitä e ragione delle pene. c) La luce considerata specialmente nelle sue applicazioni scientifiche. (matur.) Prof. E. Rossmann. Esercizi rettorici. CLASSE VII«. Farinata degli Uberti (Rocco). — Classicismo e romanti-cismo (Rovere). Prof. G. Benco. CLASSE VII B. II "Carducci e 1’Umbria (Vianello). — Telegrafia e telefonia (Urbani). -- Leonardo da Vinci (Colautti). Prof. E. Rossmann. RAGGUAGL1 STAT1STICI. - - ■ C L A SSE SOMMA I II III IV VI VII 3Ö 37 37 3° 33 33 H 39 40 28 26 29 26 24 21 29 28 577 l66 743 Al principio del 1908-1909 Entrati durante l’anno 53 55 56 53 46 42 1 42 42 44 33 1 33 1 32 1 30 * ' ll 44 1 44 I 38 39 1 39 24 25 1 19 1 19 1 641 10 21 1 852 10 Inscritti quindi in tutto 53 55 56 53 46 43 42 42 44 34 34 33 3°^ 1 45 45 38 40 39 24 2 (1 20 20 651 211 862 Di questi sono: aj Scolari nuovi: promossi ripetenti 47 1 77 52 49 43 4 3 1 2 1 4 | 3 4 1 6 4 1 2 3 2 1 1 1 2 1 I 1 1 180 8 97 3 277 11 bj deU’Istitiito: promossi ripetenti 5 8 4 4 3 38 1 34 4 35 4 34 6 30 1 25 5 32 27 3I 3<> 3 39 1 26 7 34 3 34 3 21 3 17 6 18 17 2 410 53 88 23 498 76 Uscirono durante 1’ anno IO 7 12 10 10 2 5 9 2 j 1 1 2 6 4 4 1 6 4 3 70 29 99 Rimasero alla fine deli’anno: 1 pubblici privati 43 48 44 43 36 41 37 33 42 33 33 31 24 41 41 37 34 35 24 23 20 20 581 182 763 Snmma . . 43 48 44 43 36 41 37 33 42 33 33 3i 24 41 41 37 34 35 24 23 20 20 581 182 763 2. Luogo di nascita. Trieste e lerritorio Istria Gorizia-Gradisca Dalmazia Altre province della monarchia Estero (compr. Ungheria) 35 4 2 2 42 2 2 1 1 37 4 2 27 8 3 3 2 29 3 1 1 30 5 1 5 26 3 3 1 1 3 26 2 2 3 26 13 I 1 1 ' 24 3 2 1 3 28 4 1 19 4 3 2 3 18 3 1 2 33 1 3 4 3' 7 1 1 ] 25 7 4 1 27 5 2 25 s 13 6 3 1 1 16 1 1 2 3 10 4 3 2 1 >4 3 1 1 1 436 6Ö 25 IO 12 32 125 34 10 5 3 5 561 100 35 15 15 37 Somma 43 48 44 43 36 41 37 33 42 33 33 31 24 41 41 37 34 35 24 23 20 20 58l 182 763 3. Lingua famigliare. • Italiana Tedesca Boema Greca Inglese Spagnola 43 48 41 41 2 3ö 41 36 1 32 1 42 33 33 3° 1 23 1 4> 4° 1 37 34 35 24 23 20 20 577 2 1 1 179 1 2 75,6 2 I I 1 2 Somma . . 43 48 44 43 36 41 37 33 42 3. 3: 3' 24 41 4‘ 37 34 35 24 23 20 20 581 182 763 G K A 4 Religione. Cattolica....................... .................. Greco-orientale................................. Serbo-ortodossa.................................... Evangel. di conf. aug.............................. n » » elvet......................... Israelitica........................................ Senza confessione . . •............................ 40 1 1 1 Somma 43 43 2 d e succ. succ. 37, 4i • ! 1 i| . I! • 4 1 44 43 5. Eta. Di anni II n 12 » *3 » H » *5 n 16 '7 18 '9 » 20 » 21 22 » 2S Somma 6. Domicilio dei genitori Triesle Altiove Somma 7. Classificazione. a) alla fine deli’an no scol. 1907-1908: Vennero dichiarati : ^ I Conipirouo la VII claiso eminentemente idonei j ^ =- con successoeminente idonei l £ ” | s „ bnono . in complesso idonei 1 S jš.......................... non idonei J ” j „ „ insufficiente Ammessi ad un esame di riparazione .... Non furono classificati.............................. 9 17 H 6 2 15 16 9 3 1 36 36 It 3ij 35 1 4i 37 43, 48' 44 43 36 40 3 4*» 2 42 35 2 8 33 3 43 4«, 44 43 36 38 34 3 3 41: 37 32 8 6; 2 7 29 3 4 I Somma b) Completamento della classificazione dell’anno scolastico 1907-1908: Ammessi ali’esame di riparazione....................... Corrisposero......................• . . , Non corrisposero o 11011 comparvero , I I__________ i 1 43 4S 44 1 28 10 3 1 43 6 10 7 6, 10, 7 1 . 1.1 1 2 6 2 2 3 41 19 5 nj 2 33 d sme. 33 33 42 42 41 37 33 42 3° 12 42 1 13 5 1 1 29 4 8 37 33 42 6 10 6! 9 S S E a II b c sict. a IV b | c suče. d succ. A a r | b VI a | b VII Ö j £ Scuola madre Succursale 1 ... . 1 Totale | 32 32 30 23 37 36 1 37 • 31 j 3.3 23 ! 22 19 18 527 179 706 . 1 . . . | . b 1 7 . 1 . j . . . 3 3 1 2 2 1 2 . 2 . I 1 2 3 3 2 I 1 I 2 38 2 40 • • • • ■ 3 3 33 33 31 24 41 41 37 • 34 35 24 23| 20 20 58i 182 763 j 33 13 46 79 41 120 I ! 6 6 10 89 48 137 8 11 12 5 0 9 5 91 31 122 11 10 8 7 «3 10 . 1 9 6 8b 24 110 2 4 4 2 12 11 10 »3 13 5 7 76 13 89 1 2 1 10 5 9 5 8 10 b 3 3| 54 9 63 2 3 3 4 8 6 3 3 7 36 3 39 2 . 3 2 5 2' >4 . 14 1 5 b 7 19 19 2 2 2 . . . 1 1 » 1 • 1 • 1 33 33 3' 24 41 41 37 34 35 24 23 20 20 S8> 182 763 27 29 28 21 37 35 29 30 3° 21 19 *5 18 522 148 b’jo 6 4 3 3 4 b 8 • 4 5 1 3 4 5 2 59 34 93 33 33 31 24 41 41 37 34 35 24 23 20 20 58i 183 763 5 2 3 1 • 2 1 2 I 1 25 10 35 21 19 15 11 26 25 '9i • 22 20 19 •3 20 18 3bi 113 474 1 7 9 7 4 4 10 . • ■ . b7 33 100 2 2 3 2 8 11 3 • 5 8 2 2 78 18 96 4 2 4 1 2 I 0 1 7 1 47 8 55 • 1 • • 1 ' 1 1 • • 3 3 33 33 3i 24 41 41 1 37, - 34 35 24 23 20 20 581 182 7^3 9 7 2 5 6 5 ; 7 7 ’ 3 6 1 92 35 127 9 7 2 . 5 5 j 5 1 7 6 7 3 6 1 88 33 121 • 1 • • • 1 1 • 1 •• r • • 4 2 6 C LA a I c d 8USf. ‘ S1CC. , a ] b I c d succ. Accordato 1’ esame suppletorio 1 1 1 I * • I Corrisposero .... • , Non corrisposero . . . . . . . . Non comparvero 1 1 1 I • * I Quindi il risultato finale della classificazione dell’anno scolastico 1907-1908 h il seguente: Ciasse prima con eminenza 3 1 r 4 3 3 2 Classe prima 35 33 34 37 28 24 30 24 Ciasse seconda b 0 0 5 4 4 8 Classe terza S 4 1 3 2 Non classificati 1 ■ 1 1 . 1 Somma .4S 45 43 46 * 36 3<> 37 37 8. Tasse. Alla fine del I semestre erano: Paganti 27 35 27 22 13 16 18 17 14 Esentati della metä 2 5 . 1 4 4 5 3 Esenta^i 19 17 ib 25 25 23. 16 20 27 Totale 46 54 48 47 39 43 38 42 44 Alla fine del It semestre erano: Paganti *7 21 15 12 7 20 23 14 16 Esentati della metä 1 3 5 1 4 3 3 4 Esentati 25 24 24 31 28 17 11 16 22 Totale 43 48 44 43 3<> 41 37 33 42 Importo pagato: nel I semestre corone 780 1080 885 630 425 540 630 555 465 nel 11 semestre corone 525 645 525 360 215 660 735 465 500 Totale ... 1 I 1305 1725 1410 990 640 1200 1365 1020 965 La tassa d’iscrizione a cor. 4 ammonto a cor. 192 192 204 192 172 16 16 12 16 La tassa per la biblioteca degli scolari a cor. 1 ammonto a cor. 48 4S 51 48 43 4 4 3 4 La tassa duplicati a cor. 2 ammonto . a cor. • . ■ 2 • 2 • 9. Materie libere. Chimica analitica: I corso • . . . II corso Stenografia : I corso II corso , , Ginnastica 33 37 26 30 2? 20 24 .3 27 10. Stipendi. Numero degli stipendisti 1 1 Importo totale cor. 200 ' 400 * • • • NB. Dal titolo 2 in poi gli scolari privatisti sono resi evidenti SSE SOMMA I a m b c d ! succ. a I\ b c Slice. d succ. V a i b V a b VI (l I b l 11 'J1 s Succursale 1 Totale . . . 1 i • *• 1 | • * 1 5 2 7 • • • • • • • 1 • i # il . 5 2 7 1 2 1 2 1 3 I 1 2 3 3° 4 34 26 27 2Q 22 28 34’ 22 20 24 17 17 16 27 25 454* 125 5791 3 5 2 4 10 3 5 s .3 4 6 3 . . 71 1 27 98 1 1 I I il Ij 2 . . 16 8 24 • • • • • 1 1 • 1 • 5 2 7 30 33 33 29 39! 39' 28 26 29 26 24 21 29 28 576' 166 742' 13 14 10 3 23 2.3 15 12 1 d 9 13 8 11 292 67 359 4 3 3 1 2 2 3 . 9 5 2 . 3 3 50 8 64 17 «5 18 24 18 19 19 18 17 ■3 10 9 5 270 120 39°( 34 32 3t 28 43 44 37 39 38 24 23 20 19 618 195 813 9 15 15 6 24 .31 13 17 19 13 H 12 13 292 54 34Ö 4 2 2 1 2 1 1 . 3 3 1 2 2 41 7 48 20 16 14 17 15 9 23 • 14 13 10 9 5 248 121 3^9 1 33 33 31 24 4i 41 37 . 34 35 24 23 20 20 581 182 763 450 4S5 345 US 720 720 495 465 585 300 420 285 375 9620 , 2130 11750 330 480 480 1 195 720 945 335 . 585 öi5 405 420 39° 420 9345 1605 I 10950 780 965 825 1 310 1440 I665' 83O • 1 10S01200 705 840 175' 795 18965 3735 2 2 700 12 16 4 1 . 20 20 20 12 8 8 8 * 744' 40c 1144 3 4 1 5 s 5 .3 2 2 2 1 186 ioc 1 286 4 2 2 4 2 2 14 ! 2 34 | 36 ) t • IC 10 3 • • ^ • 4 4 8 8 • . . . I *i 23 2 . . . ? 9 1 11 1 rj 15 9 1 IC s . • j 23 12 >| 355 . | . 7 X 11 • 20 0 2I< } . 20c 41c . 40c 10< >1 30c >j 20C ) . • ! 160 3 102 2620 dali’ esponeute posto accanto al inniiero degli scolari pubblici. VI. BENEFICENZA. Come negli anui antecedenti, cosi anche in questo il Consiglio della citta assegno 1’importo di cor. 2300 per l’acquisto di libri per scolari poveri e meritevoli. II Signor Riccardo Crusiz donö alla scuola una cassetta farmaceutica. Vennero sussidiati: Cinque allievi con un importo complessivo di 400 corone elargito anclie quest’ annno dali’ Illustrissimo Signor Barone Giovanni Ecojiomo. Dne allievi con un importo di complessive 50 corone, largito dai Sigg. Basilio e Margherita Cassab in memoria del loro indimenticabile figlio Graziadio, giä allievo della scuola. Un allievo della I c con un importo di corone 25, dalla Delegazione municipale di Trieste. Godettero stipendi: 1) Tre allievi (della I b, III c e IV b), dal fondo civanzi di mnlte di finanza, nell’importo di annue corone 200 per ciascuno. 2) Un allievo della I d dalla fondazione Antoniu Cossitz, nell' importo di annue cor. 400. 3) Un allievo della classe III d, della fondazione Luigi Cominotti, di annue corone 210. 4) Un allievo della IV c, della fondazione Dott. Vielro Felice Gabrielli, di annue corone 110. 5) Un allievo della IVc, ed uno della VI«, della fondazione Nicolo Mazzoni. di annue cor. 300. 6) Un allievo della Vdella fondazione Marco Levi, di annue corone 400. 7) Un allievo della V b, dal fondo provinciale deli’ Istria, nell’importo di annue corone 100. 8) Un allievo della VI b, dalla fondazione Dott. Vitale Laitdi, di annue corone 200. Fondo di soccorso per allievi poveri della civica Scuola Reale superiore di Trieste. Fu istituito allo scopo di venir in aiuto con sussidi di danaro ad allievi poveri e meritevoli per contegno, diligenza e profitto. II relativo statuto, accolto dal Corpo insegnante nella con-ferenza tenuta addi 5 aprile 1906 e dal Magisrato civico con decreto del 3 febbraio 1907 N. 21321-06- VI, ottenne 1’appro-vazione deli’ I. R Luogotenenza del Litorale con dispaccio del 3 maržo 1907 N. VII-295-07. Resoconto per 1’anno scolastico 1908-1909. Introiti. Corone Libretto della Cassa di risparmio triestina N. 156737 . 825.51 Interessi depositati alla stessa cassa............................ 35-02 In contanti (vedi resoconto 1907-08) 79 26 17-9-08 Civanzo di una riparazione.............................. 0.88 17-7-08 Da alcuni professori della scuola.............................. 2.65 17-9-08 Dal Corpo Insegnante in morte del prof. Vincenzo Farolfi.................................................... 56 — 17-9-08 Dagli allievi Bruno e Carlo Levi nella stessa occasione . . ................................ 10.— 23-9-08 Civanzo tasse.................................................. 0.43 24-9-08 Dali’ allievo Celeghin Arturo.................................. 0.30 4-11-08 Dai sigg. Ersilia e Gustavo prof. Hess in memoria del prof. Tito Agujari................................ 15.— 6-1-09 Dai sigg Maria e Gino prof. Farolfi in morte della sig.ra Margherita Faccanoni........................ 50 — 13-1-09 Dal sig. Pietro Buzich per la morte del signor Giovanni Cravos....................................... 10.— 15-2-09 Dal prof. E. Iurizza in occasione della morte della sig.na Carolina Dall’Agata...................... 10.— 25-2-09 Dalla signorina Stefania Bulla 1 Lira ster. = . 23.49 3-4-09 Civanzo di una riparazione...................................... 0.60 12-5-09 Dai partecipanti alla gita di Pirano........................... 4.60 27-5-09 Elargizione della Cassa di risparmio triestina . iogo.— 29-5-09 Dali’allievo B. Lenarduzzi..................................... 0.96 Interessi pro 1908 sul libretto della Cassa di risparmio triestina.................................................. 30 10 Totale . . 2155 25 Esiti. Corone Pec due atlanti geografici.................................................. 9.60 Per due vestiti ed un paio di scarpe............................ 51.40 Per 19 sussidi in danaro.............................................. 900.— Per quietanza deli’ elargizione della Cassa di risparmio triestina . . . ........................................... 5.— Libretto della Cassa di risparmio triestina............................... 965 51 Interessi depositati alla stessa........................................... 65.12 In contanti................................................................ 15862 Totale . . 2155.25 II Cassiere prof. E. Cortivo. AUMENTO DELLE COLLEZIONI SCIENTIFICHE. Le spese per i gabinetti e per la biblioteca dei professori furono fatte coU’iinporto di 2500 corone derivante dalla dota-zione fissata dall’Autorita magistratuale. Vennero assegnati : a) alla biblioteca dei professori della Scuola madre cor. 400 b) per acquisti nei gabinetti della Scuola madre . „ 1500 c) alla biblioteca dei professori e per acquisti nei gabinetti della Succursale..........................., 600 Totale cor. 2500 Al gabinetto di geometria e disegno geometrico della Suc- cursale venne assegnato anche l’importo di cor. 36 derivante da tasse incassate dalla Direzione per attestati duplicati rilasciati. Le spese per la biblioteca giovanile vennero fatte coll’im-porto di 286 corone incassato da 286 scolari neoinscritti. Vennero assegnati: d) alla biblioteca giovanile della Scuola madre . . cor. 226 b) alla biblioteca giovanile della Succursale . . . , 60 Totale cor. 286 1) Biblioteca dei professori. Bibliotecario : prof. dott. G. Braun. DONI: Dali' i. r. Luogotenenza di Trust*: Bollettino delle leggi ed ordinanze per il Litorale austro-illirico, 1908-09. Dal Municipio di Trieste: Verbali dei Consiglio della Cittä di Trieste, Annata XLVH-1908. — Bollettino statistico mensile, 1908-09. — Conto consuntivo delTAmministrazione civica di Trieste per 1’ anno 1907. Conto di previsione della Ammini- strazione civica di Trieste per 1’ anno 1909. — Prospetto dei personale insegnante e statistica degli allievi delle civiche scuole popolari c cittadine alla fine dell’anno scolastico 1907 08. — Archeografo triestino.terza serie, vol. IV. — Mura ton, Rerum italicarum scriptores, fasc. 58-70. — Archivio Muratoriano, n. 5 e 6. D alla D ir e si one di pubblica beneficenza: La beneficenza pub-blica di Trieste, 1907. Dali' IstiUito per il promovimento delle piccole Industrie per Trieste e l' Istria: Protocollo della seduta che ebbe luogo addi 6 aprile 1908; id. per 1' anno 1905. Trieste 1909. Dali’ Istituto per il promovimento delle ficcole Industrie in Gorizia: Relazione sull’ attivitä spiegata durante 1’anno 1907. Dali i. r. Osservatorio mari/tirno di Trieste: Rapporto an-nuale contenente le osservazioni meteorologiche di Trieste ecc. per 1’anno 1904. Trieste 1908; id. per l’anno T905 Trieste 1909. Dal Curatorio del Museo commerciale in Trieste: Relazione della gestione del Museo commerciale per 1’anno 1908. Dalla Lega per la moralita piibbhca in Trieste: Relazione ntorno all’attivita sociale nel 1908 Dali’ i. r. Museo commerciale austriaco: Studien-Nachrichten der Export-Akademie des k. k. österr Handels-Museums 1907-08 jahrbuch etc. 1907-08. Dal regio Istituto tecnico superiore di Milano: Programma. Anno 1908-09. Dal civico Museo di Rove reto: Elenco dei donatori e dei doni fatti al civico Museo dal i° gennaio al 31 dicembre 1907. Dal Circolo accademico italiano di Vienna: Bollettino dei Circolo ecc., 1909. Dalla Redazione della Favilla enimmistiea : I numeri dei periodico pubblicati durante l’anno. Dali’ autore, dott. Guido Voghcra : Zusammenstellung der irreduziblen komplexen Zahlensysteme in sechs Einheiten. Vienna 1908. Dali’ autore Siy. Eugenio Paulin: Scuola moderna, Trieste 19O9. ACQUISTI: Periodici (1908 e 09) : Rassegna bibliografica della letteratura Italiana. — Bullettino della Societä Dantesca. — Nuova Anto-logia. — Atti e memorie della Societä istriana di archeologia e storia patria. — Annuario scientifico ed industriale, XLV-1908. — Verordnungsblatt für Kultus und Unterricht (2 esemplari). — Zeitschrift für das Realschulwesen. — Meteorologische Zeitschrift. — Jahrbuch der Chemie, XVII-1907. — Zeitschrift des deutschen und österr. Alpenvereins, XXXIX-1908, Bertacchi, Nuovo Dizionario geografko universale, fase. 49-53 Torino, Unione tip.-editrice. — Bertoljni, Dizionario universale di storia, fase. 74-75. Milano, Vallardi. — Dizionario di cultura universale, punt 12-15. Milano, Vallardi, — Weyers Grosses Konversations-Lexikon, 6. Auflage, vol. XX. Lipsia 1908. — Könnecke, Deutscher Literaturatlas Marburg 1909. — Lodge, Vita e materin. Milano 1909. Panzini, Dizionario moderno. Milano 1908. — Vit tili e Maszoui, Manuale della lettera-tura greca. Firenze 1904. — Zaiiotti-Bianco, II problema mecca-nico della figura della terra 2 vol Torino 1880-85. — Judikate des Reichsgerichtes, des Verwaltungsgerichtshofes und des obersten Gerichtshofes in Sachen des Kultus, des Unterrichts etc II, 2 (Entscheidungen aus den Jahren 1900-08) Vienna 1908. — Verordnung des Ministers für Kultus und Unterricht von 11. Juni 1908, betreffend das Prüfen und Klassifizieren an Mittelschulen. (6 esemplari). — Normallehrplan für Realschulen. Vienna 1909. (10 esemplari). La biblioteca conta presentemente 2195 opere in 3637 vo-lumi e 516 opuscoli. 2). Biblioteca dei professori della Succursale. ACQUISTI: Verordnungsblatt für Kultus und Unterricht. — Heumanu, Anleitung zum Experimentieren. 3). Biblioteca giovanile della Scuola madre. Custode: prof. E. Rossmann. DONI: Dall i, r. Ministero del Culto ed Istruzione: Bronislao de Janowski. La previsione del tempo comunicata in via telegrafica. Dali’Unione filanti opica triestina La Previdenza: 10 esemplari dell'opuscolo Guerra all’ alcoolismo, di A. Pastorello e A. Olivieri. — Dal prof. E. Rossmann: De Amicis, L’Idioma gentile; 11 ro-manzo d’un maestro. Sa/ga/i, La liconquista del Mompracem. --Dagli scolari: Giuseppe Gerolimich (VII b): Alfieri, Tragedie, 2 volumi. — Mario Gortan (1V a) : De Amicis, L’ Idioma gentile. — Sabino Besso (IV«): Grossi, Marco Visconti. Steinkamp, Des Freih. von Münchhausen wunderbare Reisen u. Abenteuer. — Gaetano Stella (IIIni candelabro a quattro fiamme. Storta cilindrica di ferro. con sostegno Campana di vetro aperta superiormente Recipienti per reazioni, lampada Davy, matracci, turaccioli forati di gomma, cannule con bolla per riduzioni, reagenti e chimicali. 9) Gabinetto di Storia naturale della Scuola madre. Custode. prof. A. Ivancich. DONI: Dal Museo commerciale di Trieste : Frutto del cacao; in-tero, una sezione trasversale ed una longitudinale, piü alcmii campioni di semi di cacao. — Dagli allievi: de Nardo (II b): due conchiglie fossili, una vipera dagli occhiali ed altri serpenti conservati in alcool, alcuni insetti esotici, un nido d’ uccello tessitore; Gembrecich (VIrt): una vipera dal corno, conservata in alcool; Saidi (II c): un esemplare di madrepora ed alcune conchiglie esotiche ; Slamic (II c) : diver.se conchiglie; Cipriani (H«): alcune conchiglie; Nitsche (11^): due pezzi di canna da zuccliero ; Clissura (IV b): un pezzo di flitsch con tracce di „ceritium'1 fossilizzati ; Pirona (Ilc): aragonite coralloide ed altri minerali; Iermon (11^): spugna con alcuni coralli. ACQUISTI : Tre tavole zoologiche di Pfurtscheller (Testuggine, Litobio comune, Colomba domestica). — Un preparato in formalina del- 1'apparato digerentc di una colomba. — Un preparato in formalina d'occhio di bue in sette sezioni. — 27 fotografie stereogra-fiche ed uno stereoscopio, per 1'insegnamento della geologia. 10) Gabinetto di Storia naturale della Succursale. Custode: prof. F. Blasig. DONI: Dal Museo commerciale di Trieste: Due frutti artificiali e sementi di cacao. — Dagli allievi: Petrick V. (II d), grande uovo d’uccello ; Pausche B. (!<■), calcolo intestinale di ruminante ; Sa-versnig A (V b), astice ed aragosta vi vi, tritone; Boso (IV c), quarzo e granati di Cima d’Asta. Sig. Mario Tedeschi, petrefatti. Dal gabinetto della Scuola madre: proteo e camaleonte in spirito. ACQUISTI : Preparato doppio di carpa e di rana. — Preparato secco di scarpena e di trota. — 7 cilindri di vetro per preparati umidi. — Preparati imbalsamati di pernice, quaglia, donnola e lodola. — Sacco ed accessori per raccogliere e preparare insetti. 11) Qabinetto di Geografia e Storia della Scuola madre. Custode : prof. dott. L. Candotti ACQUISTI: Zeitschrift der k. k. geographischen Gesellschaft, 1909. — Bollettino della Societä geografka italiana, 1909. — Sydow-Habenicht, Cai ta oro-idrografica deli'Europa (2 esempl.); carta oro-idrografica dell’Anstria-Ungheria; carta oro-idrografica del-1’ Italia. 12) Gabinetto di Geografia e Storia della Succursale. . Custode : prof. V.^Furlani. ACQUISTI : Rothaug, F>eytag & Bern dt, Phys. Schuhvandkarte des deutschen Reiches und der angrenzenden Länder. 13) Gabinetto di Geometria e disegno geometrico della Scuola madre. Custode : prof. A. Nordio. DONI: 1 T allievo Dorissn (VII et) ; un dodecaedro regolare con cubo ins..ritto. ACQUISTI: Modello per le ombre portate da un cerchio sopra i due piani di proiezione. — Tre compassi per la tavola nera. 14) Gabinetto di Geometria e disegno geometrico della Succursale. Custode : prof. G. Hess. ACQUISTI: Un apparato di proiezione completo. 15) Gabinetto del disegno a mano della Scuola madre. Collezione A. Custode: prof. E. Cortivo. DONI: dai fratelli Dali’ Oglio (III a): i vaso per petrolio, i imbuto, I bricco di latta da Mario Arrnerrytsch: i teschio di cavallo e uno di cane. ACQUISTI : i cestello con manico, i pentola di terra, 2 brocche di porcellana, 2 bricchi, i pentola, i tegame, i vaso di ferro smal-tato, 3 scodelle di legno, 32 modelli piani di prospettivn, fatti • dal custode del gabinetto, 1 gabbiano, 1 colombo, tutti e due con ali spiegate, 1 Anas boschas, 1 Ardea cinerea, 1 Chrysotis fe-stiva, 1 Melopsistanis nudulatus, imbalsamati, un bassorilievo di Santa Cecilia (Donatello), un S Giovanni (Donatello), Busto di Nicolö da Uzzano (Donatello). Rilievo con tre teste d' angeli (Fiamingo). Busto di puttino (Donatello). Testa di una baccante e di fauno (Cerpeaux). Busto di ragazza sorridente (Cantalamessa). Busto di ragazza lidente (Carpeau). Busto di sutirc antico della pinacoteca di Monaco. Busto di un puttino. 16) Gabinetto del disegno a mano della Scuola madre. Collezione B. Custode : prof. G. Moro. DONI: Dagli scolari: Clissura (IV b), 3 bicchieri di vetro ; Gregorin (II b), un uccello imbalsamato ; Rimini (IV b). due conchiglie ; Piro na (II c), un candeliere di ottone ; Lusa (II c), un vaso ver-niciato di terracotta. ACQUISTI: 6 modelli di figura in gesso. 3 boccalette di terra. 2 cuc-chiaioni di ottone. 7 scodelle di Jegno. 2 sottovasi per fiori. — öü — 4 masteile di legno. i votazza. I falchetto imbalsamato. i fanale di latta 2 pentole di terracotta. i bricco di metallo smaltato. 4 cucchiai di legno. i staccio. I barilotto. 43 corpi di rotazione in legno. 160 modelli e 30 corpi di cartone per la prospettiva, fatti dal custode del gabinetto. 17) Gabinetto de) disegno a mano della Succursale. Custode: prof. G. Hess. DONI : Dall’allievo A. Sachcr (IV c): 3 bicchieri di vetro verde. ACQUISTI .* 4 pentole di terra colorate 1 pentola, 1 mastello e 1 tegame di latta 5 scodelle di terra. 7 scodelie di legno. 1 fanale. 1 vaso di argilla. 2 busti in gesso (S. Francesco e Nicolö D'Auzons dcl Donatello). [ bassorilievo (S. Cecilia del Donatello). VIII. ESAMI DI MATURITÄ. Anno scolastico 1908-09. Sessioue di estaie 1908. Gli esami orali si tennero nei giorni 6 fino all’ ii lugiio sotto la presidenza dell’i. r. Ispettore scolastico provinciale prof. cav. Nicolö Ravalico. Vi assistettero il magnifico signor Podestä, avv. Sandrinelli, i membri della deputazione municipale di questa scuola, onor. C. Henne/, D. Risigari e ing. E. Vivante, e 1'assessore alla pub-blica istruzione dott. P. Rozzo. Sessioue di autunno 1908. Le prove in iscritto si fecero nei giorni 21-24 settembre, gli esami orali nei giorni 28 e 29 set-tembre sotto la presidenza dell’ i. r. ispettore scolastico provinciale prof. cav. Nicola Ravalico. Sessioue di febbraio 1909. Gli esami in iscritto si tennero nei giorni 17 e 18 febbraio, le prove ora'i nei pomeriggio del 25 febbraio sotto la presidenza dell’i. r. ispettore scolastico provinciale prof. cav. Nicolö Ravalico. II risultato complessivo delle tre sessioni e stato il seguente: Pubbliti Esterii Total« Si sono annunziati all’ esame 50 6 56 Non furono ammessi — 1 I Si ritirarono prima degli esami orali .... — 1 I Ricevettero un attestato di maturitä con distinzione 6 -- 6 » , „ad unanimitä di voti 24 1 25 Ricevettero un attestato di maturitä a maggio- ranza di voti 18 1 19 Furono rimessi 2 2 4 Somma . . 50 6 56 Candidati dichiarati maturi. N. progr. Cognome e Nome Luogo nativo Anni d’ etii Anni di studio Carriera scelta i j Antonsich Arturo Trieste 17 7 Ing. civile 2 Iiainella Virgilio V 19 9 D 3 Basilisco Luigi Canfanaro. 19 8 Vita pratica 4 Battistig Silvio (esterno) - Trieste 23 — Ing. civile S Borri Gino * Sch:o (Yicenza) *9 7 Stuola sup. commer. 6 Cante Giuseppe Trieste 17 7 Professura 7 Černe Felice >* '9 7 jj 8 Coiaulti Alcide Muggia 18 7 Geometra 9 Colanlti Arturo Trieste 17 7 Vita pratica IO Conte Galileo n 17 7 Ing. elettr. ii Costantini Mario * D 18 7 Ing. navale 12 Diena Umberto v 18 7 Ing. elettr. 13 Dorati Ugo »» 18 7 Vita pratica >4 Finrioli Alfredo Riva 21 7’ » IS Gajer Augusto '1'rieste 19 7 v 16 Grün Ermanno „ 19 8 r 17 Gunalachi Giorgio D 18 7 Ing. meccan. 18 Henriquez cav. de Diego n 23 10 Geometra 19 Hochrgger Antonio ». :8 8 Filologia 20 Lantieri Gastone / Costantinopoli 21 11 Vita pratica 21 Lorenzelti Giuseppe Trieste 17 7 Ing. meccan. 22 Lorenzini Cesare n 18 7 Vita pratica 23 Loser Arrigo » 19 9 » 24 M i 1 lin Ernesto Perzagno (Mmazia) 20 8 n 25 Mladineo Ugo Spalato 19 7 n 26 Montngnnri Umberto Trieste 20 9 » # 27 Morpurgo Adolfo Gorizia 19 ■ « Ing. civile 28 Morpurgo Vittorio Trieste «8 8 Ing. elettr. 29 Osele Gino » 17 7 Vita pratica 3° Pascolat Riecardo n 18 7 » 31 Pellis Quirino n 18 7 32 Perlot Augusto Trento 21 9 Ing. montan. 33 Piani Vittorio Trieste 19 9 Ing. civile 34 Polo Riccardo Zara 18 7 35 Fozzo Cesare Liissinpicrolo 18 7 Filologia 36 Riccoboni Giovanni Este 19 . 7 Smola sup. commerc. 37 Rogotizh Augusto Trieste 19 7 Vita pratica 38 Rust Mario n 18 7 m 39 Rlizzier Antonio v 18 7 Ing. navale 40 Sardotsch Giovanni 21 8 Geometra 41 Sarriotsch Paolo Capodistria 17 7 Filologia 42 Schott Edoardo (esterno) '1‘rieste 18 7 Scaola sap. commerc. 43 Scotti Ruggero Schio (Viceuza) 18 7 Ing. civile 44 Sulligoi Carlo * Trieste 17 7 v 45 Türk Gustavo * 7) 18 7 Ing. elettr. 46 Velcich Riccardo * n 18 8 Ing, civile 47 Zannon Adolfo v 20 8 Ing. elettr. 4S Zecchini Attilio Molina di ledro (Tiralo) 19 9 Indeciso 49 Zimmermann Biagio * Capodislria 20 7 Geometra 5° Zuzic Giulio Trieste 18 8 Chimico ind. * Maturi con distinzioue. Anno scolastico 1908-1909. Agli esami furono ammessi 37 allievi pubblici deli' Istituto e 5 candidati esterni. Vennero assegnati i seguenti temi, che si elabararono nei giorni 2-5 giugno. Lingua italiana. Nella sezione A: a scelta: 1) Chi ignora la natura e la forza degli elementi, non diverrä mai signore degli spiriti. (Goethe). 2. Pochi compagni avrai per questa via; Tanto ti prego io piü, gentile spiito, N011 lasciar la magnanima tua impresa. {Petrarca). 3. Dalla pila di Volta all’ anello di Pacinotti. II primo tema e stato scelto da 5 candidati, il secondo da 7, il terzo da 9. Nella sezione B: a scelta: r. II tempo distrugge ogni cosa, ma accresce la venerazione per le opere deli’ingegno. 2. La cittä di Dite, sua struttura, peccatori che contiene, qualitä e ragione delle pene. 3. La luce, considerata specialmente nelle sue applicazioni scientifiche. 11 primo tema e stato scelto da 2 candidati, il secondo da 7, il terzo da 12. Lingua tedesca. Nella sezione A: Wann läutet die Glocke? (Tema libero). Nella sezione B: Ermengarda. Ein Charakterbild nach Manzonis Adelchi. (Tema libero). Lingua francese. Nella sezione A: Versione dal francese nell’italiano: Les dangers de la navigation aerienne. (Edgar Poe. — Traduction Charles Baudelaire). Nella sezione B : Versione dal francese nell’italiano.: Damas. (Lamartine). Gcometria descrittiva. Nella sezione A : i II raggio della base d’un cilindro circolare e di 3 cm.; esso poggia su P„. II centro della base posteriore e M (o, o, 3), della anteriore N ( - 7, 8’5. 3) U11 cono circolare retto alto 8'5 cm poggia su Pj; il raggio della sua base e 2’5 cm, il centro della medesima e C (2, 6, o). Eseguire la costruzione d’ombre per illuminazione parallela a 450. 2. Data una sfera col raggio di 2 cm. e col centro M (o, 5• 5,4). Guidare alla medesima per il punto L (4, 3, 7 5) le tangenti parallele al piano Q (— i’5, 2, 1). 3. U11 cono circolare poggia su Px; il centro della base e M (o, 7, o), il raggio e di 6 cm., il vertice e V (2, 5*5, 4). Ta-gliare questo cono in un’ iperbole equilatei a, che passa per il punto C (o, 9'5, 7) e per il punto kifinitamente lontano della generatrice la cui prima proiezione coincide colla retta Vj Mr Nella sezione B : 1. Una sfera col raggio r = 4 cm. ha il centro nel punto O (I S, 5. 4). Determinare 1'ombra propria e portata sui piani di proie ione per questa sfera, se il punto m (19, 6'5, 3'6) e il centro del contorno d’ ombra pro^pria. 2. Un cono circolare ha la base nel piimo piano, centro O (15, 6’S, o) e raggio r = 4cm ; il vei tice e il punto V (5, 10 8, 10). Disegnare la sezione il cui piano ha per prima traccia una retta ehe forma 450 colla jX,, se la sezione ha il suo punto piü alto nel punto di me/.zo della generatrice passante per esso, e se un punto della curva e quello della base che e il piü vicino alla 3. Disegnare le proiezioni della sfera inseritta nella piramide V (a b c). La base e un triangolo equilatero col lato a (20, 6, o) b (u‘5, 6, o), il vertice e V (17, 7-5, 9). Gli esami orali si tennero dal giorno 28 giugno fino al 5 luglio sotto la presidenza del direttore deli'i. r. Scuola Reale dello Stato in Pola dott. R. SoJla. II risultato degli esami verrä pubblicato assieme a quello del le p. v. sessioni di autunno e di febbraio, nel pi ogramma del venturo anno scolastico. CRONACA DELLA SCUOLA. Con la fine deli’anno scolastico 1907-1908 cessarono di far parte del Corpo insegnante il signor Armando Reis, il quäle ri-nunziö al pošto di professore provvisorio ehe occupava presso questa scuola fin dallanno scol. 1904-1905, ed il supplente sig. Mario Colin, che non pote quest' anno essere riassunto, perdu rando la malattia dalla quäle era stato colpito nel febbraio 1908. II suo stato di salute ando continuamente peggiorando, ed a nulla valseto le amorose eure che la famiglia gli andava prodi-gando per combHttere 1’ inesorabile morbo che lo travagliava. II giorno 5 novembre egli cessö di soffrire, rapito nel piu bel fiore degli anni alla madre, ai colleghi ed ai discepoli, e in tutti la immatura dipartita. suscitö un senso di profondo cordoglio. * * * I supplenti Carlo Corä, Vittorio Furlani e Antonio Ivancich furono nominati dal Consiglio della cittä a docenti effettivi nel triennio di prova (decr. mag. del 10 ottobre 1908 N. 38667-VI); e vennero riassunti. a completamento del Corpo insegnante, i supplenti Albeito Benedetti, Ohviero Stila, Francesco Rigo e Luigi Zor zini e gli assistenti Guglielmo Krammer, Giuseppe Zolja e Attilio Fonda (decr. mag. del 29 settembre 1908 N. 36489-VI). Per disposizione deli’Ordinariato vescovile, continuarono a ftmgere da catechisti sussidiari i R. Don Michele Giacomelli e Don Carlo Saiovitz (decreto magistratuale deli’11 settembre 1908 N. 34824-VI); e restarono infine assegnati a questa scuola per 1’insegnamento della religione ebraica e per la stenografia i sig. Davide Coen e Pietro Demonte (decr. mag. del 29 settembre 1908 N. 36489-VI). Gli esami di ammissione al primo corso si tennero nei giorni 4 luglio e 16 settembre, quelli alle altre classi, come pure gli esami di riparazione ed i suppletori, nei giorni 16-19 settembre. L’ ufficio divino d’ inaugurazione del nuovo anno scolastico venne celebrato il 19 settembre, ed il giorno 21 cominciarono le lezioni regolari. Le numerose iscrizioni nella classe prima resero indispen-sabile la sua divisione in 5 sezioni, divisione ehe si pote effet-tuare solamente cliiudendo la quarta sezione della classe quarta. La scuola ebbe cosi anche durante quest’ anno 22 classi, e pre-cisamente 5 prime, 4 seconde, 4 terze, 3 quarte, 2 quinte, 2 seste e 2 settime. Cinque trovarono collocamento nella Succur-sale ; queste furono : la Id, I e, II d, III d e IV c. 11 30 settembre fu data vacanza, per offrire agli scolaii 1’opportunita di assistere al varo della nave da guerra „Erzh. Franz Ferdinand“, seguito con Tintervento di membri della Casa Imperiale. (Disp. lnog. del 26 settembre 1908 N. VII-ii82-o8). II giorno 5 ottobre (in luogo del 4, ehe cadeva di do-menica,) si festeggiö 1’onomastico di S. M. 1’ Augnstissimo nosti o Imperatore cou un solenne Ufficio divino, al quäle assistettero' 1’intero Corpo insegnante e gli allievi cattolici deli’ Istituto (Disp. luog. del 30 settembre 1908 N. VII122208); ed il giorno 19 novembre venne celebrata la messa funebre in suffragio di S. M. la defunta Imperatrice Elisabetta. II 21 novembre fu data vacanza per la festa della B. V. della Salute. Nei giorni r e 2 dicembre si festeggiö solennemente il Giu-bileo per il 6o° anniversario della šalita al trono di Sua Maestä il nostro Augustissimo Imperatore. Gli allievi di religione evan-gelica di ambedue le confessioni e gli israeliti assistettero, il 1° dicembre, a solenni uffici divini celebrati nella chiesa evangelica di confessione augustana e nei tempio in via del Monte. Al primo intervenne, quäle rappresentante del Corpo insegnante, il prot. G. Hess, prodirigente della Succursale, al secondo il di-rettore ed il signor Davide Coen, maestro di religione israe-litica. II 2 dicembre 1’intero Corpo insegnante e tutti gli allievi cattolici deli’Istituto assistettero al solenne Ufficio divino celebrato nell’oratorio della Scuola madre. Dopo la funzione eccle-siastica si tenne nello stesso locale una festa scolastica, alla quäle parteciparono anche gli allievi non cattolici deli’ Istituto. II / direttore, nel suo discorso. rilevö 1' importanza speciale della giornata, e tracciö in breve la storia dello sviluppo interno della monarchia durante questi 60 anni, in riguardo politico, econo-mico ed intellettuale, il piu bello e glorioso commentp ehe si possa fare all’operosita di Sua Maestä; espose poi le rare virtü che adornano il nostro Monarca e chiuse il suo dire inalzando un triplice Evviva a Sua Maesta. Gli allievi Mario Zhepirlo e Teodoro Sulligoi recitarono poi, il primo la parte deserittiva, il secondo la narrativa della ballata „Rodolfo d’Absburgo“ dello Schiller; e lo scolaro Mario de Nardo, la poesia „II sole della patria“ di Bela Kuderna. La festa si chiuse col canto della prima strofa dell’Inno deli’ Im-pero. Presso la Succursale la festa si svolse con lo stesso pro-gramma. Dopo 1’allocuzione, letta dal prodirigente della Succursale, prof. G. Hess, vennero recitate !e stesse poesie dagli allievi Edoardo Gridelli e Gastone Linda. Gli allievi di confessione greco-orientale e serbo-ortodossa assistettero quindi agli uffici divini celebrati nelle chiese delle loro Comunitk. Gli attestati semestrali vennero distribuiti il 20 feb- braio. I componenti la Deputazione municipale di questa Scuola, onor. Domenico Risigari e ing. Enrico Vivante, onorarono il giorno 29 aprile 1’ Istituto di una loro visita e s’ informarono minutamente dei bisogni che ävrä la scuola per rispondere a pieno alle esigenze del nuovo piano normale d’insegnamento che andrä in vigore col principio del p. v. anno scolastico. II sig. Edoardo Brechler, i. r. professore ed ispettore speciale per 1’ insegnamento del disegno a mano, fece una visita alla scuola il giorno 30 aprile. II i° di maggio fu data vacanza per le solite passeggiate (vedi X). L’ insegnamento della Religione cattolica fu ispezionato dal Commissario vescovile R.mo Monsignore dott. Carlo Mecchia, nei giorni 12, 13 e 14 maggio nelle classi della Scuola madre, ed il giorno 4 giugno in quelle della Succursale. II signor prof. ca v. Nicolo Ravalico, i. r. ispettore scolastico provinciale, ispezionö 1’Istituto nei giorni 7-14 giugno. II 15 giugno non si e potuto far scuola, perche tanto nella Scuola madre quanto nella Succursale avevano sede le commis- sioni elettorali per 1’elezione del Consiglio della citta, Dal 28 giugno al 5 luglio si tennero gli esami orali di maturitä, nei giorni 6, 7 e 8 luglio si fecero le iscrizioni alla classe prima; per gli esami di ammissione a questa classe & fis-sato il 9 luglio. Le condizioni di salute del Corpo insegnante furono, du-rante tutto l’anno, poco confortanti. Senza contare le assenze di minor durata causate da leggere indisposizioni, e quelle di 5 a 10 giorni dei prof. Bartoli, Budinick, Cork, Grignaschi, Iurizza e Fonda, va rilevato ehe appena aperta la scuola, 1’assistente Zolja dovette assoggettarsi ad una grave operazione, per la quäle fu costretto a tenersi lontano dalla scuola fino al 4 gen-naio. Egli pote esser sostituito soltanto parzialmente dagli assi-stenti Iurizza, ehe assunse 1' insegnamento della calligrafia nella I de l’assistenza al disegno per dne ore settimanali nella 11 d, e Fonda, al quäle venne affidato 1’insegnamento della calligrafia nelle classi le e II d, e 1’assistenza al disegno per due ore settimanali nella I d. II 21 dicembre i prof. Bartoli e Dell'Antonio caddero am-malati di grave nevrastenia, che non permise loro di riprendere 1’ insegnamento nel corso dell’intero anno scolastico. Le ore di lezione del prof. Bartoli vennero affidate ai prof. Hess (matem. I e), Sandri (mat. IV c\ Blasig (fisica IV c) ed ai supplenti Stua (mat. I d) e Rigo (matem. II d e lll^). Per quelle del prof. Delt Antonio dovettero esser assunti due insegnanti au-siliari, e precisamente i sig. Vtncenzo Bronzin e Atatiasio Ckitter, supplenti, il primo nella sezione nautica, il secondo nella sezione commerciale della locale i. r. Accademia di Commercio e Nautica. Al sig. Bronzin venne affidato il tedesco nella I d, al sig. Chitter il tedesco nella III d, mentre 1’italiano nella I d fu assunto dal supplente della scuola sig. Benedetti. Ebbero ancora permessi d’ assenza : il prof. Ivancich, nella durata di 15 giorni, per ragioni familiari, ed il supplente Stua di 8 giorni, per dare gli esami di abilitazione anche nel disegno geometrico, superati con buon esito. Lo stato di salute della scolaresca e stato anche poco buono, e la fiequentazione della scuola ne ebbe, in certi periodi, abbastanza a soffrire. Nel primo mese di scuola furono frequenti le assenze eagionate da tonsillite. Venne poi 1’epidemia di scarlattina, che durö oltre quattro mesi, e dalla quäle ven-nero colpiti io allievi, ehe fortunatamente guarirono tutti. Furono osservate serupolosamente le disposizioni emanate in pro-posito dal Magistrato civico per impedire ehe il contagio si propaghi nelle scuole. La scuola ebbe la sventura di perdere uno dei suoi migliori e piü giovani allievi: Bruno Giacomello, della classe seconda, il quäle, dopo breve malattia, cesso di vivere il giorno 25 di-cembre 1908. Maestri e condiscepoli, ehe commossi partecipa-rono ai funerali, serberanno di lui grata memoria. ESERCIZI GINNASTICI, GIUOCHI ALL’APERTO, GITE ED ESCURSIONI DEGLI SCOLARI. Allo sviluppo fisico della scolaresca il Comune provvide oltre ehe con la solita istruzione regolare nella ginnastica, anche coi giuochi ali’ aperto. Alle lezioni di ginnastica s’inserissero 355 allievi, ehe ven-nero divisi, nel semestre d'inverno, complessivamente in 11 se-zioni con dne ore settimanali d'insegnamento per ciascuna. Delle 7 sezioni formate dagli allievi della Scuola madre, quattro ebbero istruzione nella palestra della Civica Scuola di ginnastica (doc. E. Paulin) e tre nella palestra dell’Associazione di ginnastica (doc. T. Cordon); delle quattro sezioni della Succursale (doc. G. Doff-Sotta), tre vennero istruite nella palestra della civica Scuola popolare di via Paolo Veronese, ed una nella palestra della civica Scuola di ginnastica. Vi si eseguirono dei giuochi cumulativi o in squadre, come tiro della fune, palla al balzo, palla vibrata, bocce, birilli, tamburello, calcio e altri giuochi giovanili. Gli esercizi si chiusero con la fine deU'anno scolastico. * * * Nel corso deli’ anno scolastico vennero intraprese le se-guenti gite ed escursioni: 7 aprile: Visita della fabbrica di cioccolata N. Lejet con gli allievi della II c (prof. Farolfi). II 1° maggio si fecero le seguenti gite : 1) In ferrovia per Gorizia con 15 allievi della classe IV. Una giornata. (prof Cumin e Baschiera). t 2) In ferrovia fino a Duino ; visita del castello ; passeggiata fino a Monfalcone. Ritorno da Monfalcone in ferrovia. 35 parte-cipanti delle classi I-III della Succursale. Una giornata. (prof. Be-nedetti). 3) Col vapore per Pirano. Visita del luogo e dei dintorni. Ritorno col vapore. 30 partecipanti deile classi I-III. Una giornata. (prof. Giacomelli e Fonda). 4) In ferrovia fino a Podgorje Šalita del monte Taiano. discesa a Matteria. Ritorno da Erpelje con la ferrovia. 30 partecipanti delle classi II, III e IV. Una giornata. (prof. Farolfi e Rigo). 5) Šalita sul monte Volnik, passando per Conconello, Opi-cina, Gian Repen. Ritorno per la strada Vicentina e 1’Obelisco. 56 partecipanti delle classi della Succursale. Mezza giornata. (prof. Blasig e Furlani). 6) Passeggiata per Opicina, Orlek, Sesana, Trieste. 20 partecipanti delle classi II e IV. Mezza giornata. (prof. Benco). 16 maggio : Visita della mostra campionaria di olii al Museo Commerciale, con allievi delle classi V b e VI b. (prof. Blasig). 24 maggio : Visita della Raffineria triestina di olii minerali a S. Sabba, con gli allievi della VI b e con alcuni della V b. (prof. Blasig) S g'ug110: Visita della fabbrica di saponi F. Fenderl e C., con alcuni allievi della VI b. (prof. Blasig). DECRETI PIÜ IMPORTANTI PERVENUTI ALLA SCUOLA DALLE AUTORITÄ SUPERIOR1. Decr. mag. del 22 maggio^igoS N. 37939VI-07. Comunica che viene fornita ad ogni scuola del Comune una cassetta di medicinali e presidi per primi soccorsi d’ urgenza, e una tavola murale d’istruzione edita dalla Societä «Igea». Disp. luog. dell’8 luglio 1908 N. G. S.-411-08. Rimette copia dell’Ord. minist, del 21 giugno 1908 N 23151 circa gli esami di maturitä ai quali intendano di assoggettarsi, presso Scuole Reali, allievi assolti delle Scuole Industriali super, ed Istituti affini. Decr. mag. del 13 ottobre 1908 N 3 5111 -VI. Comunica che la Delegazione municipale nella seduta del 9 ottobre 1908 ha sollevato il prof Armando Reis dal pošto di docente prov-visorio presso questa scuola. D'-cr. mag. del 29 ottobre 1908 N. 40846-07-VI. Comunica che il Consiglio della cittä ha stabilito di portare dal 16 set-tembre 1908 la rimunerazione degli assistenti al disegno a mano non abilitati ad annue cor. 75 per ora settimanale. Decr. mag. del 9 novembre 1908 N. 37957*^1. Concede al prof Giordano Benco la defi niti vita di servizio. Decr. mag dell’11 novembre 1908 N. 36968-VI Comunica che il Consiglio della cittä eiesse ä membri della deputazione municipale di questa scuola gli onor. Carlo Hennet, Domenico Risigari e ing. Enrico Vivante. Disp. luog. del 24 novembre 1908 N. VII-724/10-08. Comunica che l’ufficio divino per festr-ggiare il Giubileo di regno di Sua Maestä, si terra, per gli scolari evangelici di ambedue !e confessioni e per gli israeliti, il giorno i° dicembre, e che quindi l’istruzione per tutti gli scolari non verrä impartita neppur il 1° dicembre. Decr. mag. del 5 dicembre 1908 N. 27864-VII. Rimette 1’ Istruzione riformata sul pagamento delle tasse scolastiche per gli allievi del Ginnasio comunale sup. e della civica Scuola Reale sup., valevole dali' anno scolastico 1908-09 in poi, approvata, in seguito alla deliberazione del Consiglio comunale in data 21 gennaio 1899, dalla Delegazione municipale nelle tornate del 23 maggio 1899, 18 settembre 1908 e 23 novembre 1908. Disp. luog. del 17 dicembre 1908 N. VII-1353-08. Comu-nica che l’i. r. Ministero del Culto e deli’ Istruzione con disp del 12 ottobre 1908 N. 42821 affidava al professore presso la Scuola Reale dello Stato nel III distretto di Vienna Edoardo Brechler le funzioni di ispettore per il disegno a mano nelle scuole medie del Litorale, per 1’anno scolastico 1908-1909. Disp. luog. deli'1 r gennaio 1909 N. VII-81-09. Rimette copia del dispaccio minister, del 2 gennaio 1909 N. 51190 ex 1908, circa gli esami dei privatisti. Disp. luog. del 13 gennaio 1909 N. VII-724/18-08. Prende a grata notizia che la fausta ricorrenza del 6o° anno del glorioso regno di S. Maestä l’Augusto nostro Imperatore fu festeggiata decorosamente ed esprime uno speciale ringraziamento al direttore per il suo patriotico discorso commemorativo, come pure a quei docenti ed a quegli allievi che cooperarono piü direttamente alla riuscita della solennitä. Disp. luog. del 29 gennaio 1909 N. VII-198/1-09. Rimette copia del disp. minist, del 17 gennaio 1909 N. 2010 circa la continuazione del godimento di stipendi da parte üi allievi delle scuole medie. Decr. mag. del 26 gennaio 1909 N. VI-46048-08. Concede al prof. Umberto Stecher la definitivitä di servizio. Decr. mag. deli' 8 aprile 1909 N. VI-30341-08. Comunica che venne assunto un inserviente provvisorio affinche presti servizio nel gabinetto di chimica durante le ore antimeridiane. Disp. luog. del 21 aprile 1909 N. VII-602-09. Comunica il dispaccio minist, dell’8 aprile 1909 N. 14741, col quäle vengono stabilite alcune norme direttive circa l’introduzione del nuovo piano normale d' insegnamento. Disp. luog. del 6 maggio 1909 N. VII-600-09. Rimette copia del disp. minist, del 25 aprile 1909 N. 17149, col quäle si sta-bilisce che il corrente anno scolastico abbia a chiudersi, in via eccezionale, il giorno 8 luglio e che, all’incontro, sia fatta scuola il sabato che precede le feste di Pentecoste, ed il martedl che segue alle stesse. Disp. luog. del 19 maggio 1909 N. VII-70/17-09. Comunica che, secondo il disp. minist, del 13 maggio 1909 N 20071, gli esami di maturitä in iseritto dovranno d’ ora innanzi principiare intorno al 10 giugno, e che eccezioni non sono ammissibili ehe o per numero straordinario di candidati, o per altre impellenti ragioni. Disp. luog. del 29 maggio ’og N. ^11*735-09. Rimette copia del disp. minist del 13 maggio 1909 N. 20071 col quäle vengono comunicnte aleune dsposizioni circa gli esami di maturitä. Disp. luog. del 31 maggio 1909 N. VII-881/1-08. Comunica a sensi del disp. minist, del 26 giugno 1908 N. 26135, aleune norme da osservarsi negli esami di maturitä. ELENCO D’ ONORE degli allievi dichiarati eminentemente idonei a passare nella classe superiore e di quelli che compirono 1’ ultima classe con successo eminente. I C Rimini Riccardo ..........................da Trieste Rovere Bruno...................• . . . » » Sicherl Bruno..............................> * Spangaro Ferruccio.........................> Ampezzo Tedeschi Bruno.............................» Trieste Valentinuz Mario...........................» » Villis Mario...............................» » 1 D Battaglia Rafifaele.......................» » I E Olivatti Marcello.........................» » Visnovik Gastone...........................» » Živec Stanislao............................> » II A Camus Alberto Parenzo Cesare Carlo...............................» Trieste Fachiri Pantaleone.........................» » Magris Virgilio............................» » II C Zhepirlo Mario............................» » II D Gridelli Mario.............................» » III ^4 Antoniani Attilio........................» Corfu Bortolussi Galliano........................» Trieste Camus Carlo................................» Lubiana Cozzi Ramiro ..............................» Trieste Dolcher Ernesto............................» » III B Kers Arrigo...............................da Trieste Masutti Marino..............................» » IIID Cirillo Ferruccio..........................» » Glustich Antonio............................» » Ruzzier Francesco...........................» Gorizia IV A Riccoboni Alberto..........................^ Este IV C Gridelli' Edoardo..........................» Trieste Sacher Arturo...............................> > V B Negri Giorgio..............................> » VI A Basilio Francesco .........................» » Ghersiach Giorgio...........................- » VI B Denon Ruggero..............................» » VII B Vecchi Lucio. AV VIS O PER L’ANNO SCOLASTICO 1909-1910. / L’iscrizione degli scolari vena fatta nei giorni n, 13, 14 e 15 settembre, dalle 9 ant. a mezzogiorno. Gli scolari clie domandauo 1’ ammissione per la prima volta, o ehe intendono di riprendere gli studi interrotti, si pre-senteranno, accompagnati dai genitori o dai loro rappresentanti, alla Direzione dell'Istituto (Via deli’Acquedotto) ed esibiranno: 1) la fede di nascita; 2) 1' allestato di vaccinazione; 3) un certificato medico silila sanita degli occhi; 4) i documenti scolastici. Questi consistono: a) per gli allievi ehe domandauo 1’ammissione alla prima classe e clie vengono da una scuola popolare. nell’altestaio di fre-quentazione; b) per gli allievi ehe domandauo 1’ammissione alle altre classi e ehe vengono da altri istituti pubblici, nell' ultimo alleslato semestrale. munito della preseritta clausola di dimissione. La tassa d’iscrizione per gli scolari che entrano per la prima volta nell’ Istituto, e di corone 4. —, il contributo per la biblioteca degli scolari di cor. 1 —, da pagarsi all’atto deli’ iserizione. Čili scolari appartenenti all’Istituto si presenteranno da se soli nei giorni snindicati, e precisamente quella della Scuola madre al professore incaricato deli’iserizione in via deli’Acquedotto. e quelli della Succursale al dirigente della medesima, ad eccezione degli allievi ehe assolsero la quarta classe della Suc-cursale, ehe dovraimo presentarsi alla Scuola madie. Gli scolari ai quali venne concesso 1’esame di riparazione in una materia, o il suppletorio, s’ inseriveranno dopo dati questi esami. All’atto deli' iscrizione gli allievi indicheranno anche le ma» terie libere che intendono di frequentare. Ritardi che non venissero a tempo debito giustificati, equi-varranno ad un volontario abbandono della scuola, e passati i giorni deli’iscrizione, per esservi riammessi si dovrä chiedere formale permesso alla Autoritä superiore. La tassa scolastica importa corone 30 al semestre, e va pagata ali’Esattoria presso il Magistrato civico antecipatamente; pu6 anche esber pagata in tre rate Ad allievi poveri e meritevoli per comportamento e profitto la Delegazione municipale poträ concedere 1’esenzione dalla tassa o la riduzione a meta. Ad allievi poveri della prima classe, ed a q 11 e 11 i ehe vengono inseritti in un’ altra classe in seguito ad esame d’ ammissione, il pagamento poträ esser prorogato fino alla fine del 10 semestre, ove nei primi dne periodi di scuola gli aspiranti dimostrino buon contegno e profitto. L'esenzione o riduzione definitiva avviene in questo caso appena sulla base della classificazione semestrale L’esenzione o riduzione vale soltanto per 1’anno scolastico in cui fu concessa, e va perduta nel secondo semestre, se 1'allievo nella classificazione semestrale nori ha corrisposto nei costumi e nel progresso. * * * Per 1'ammissione alla prima classe si richiede: a) 1’ etä di 10 anni compiuti o da compirsi entro l’anno solare in corso; b) la prova di possedere una corrispondente preparazione. Questa vien data per mezzo di un esame ehe comprende i seguenti oggetti: a) Keligione. Si richiedono quelle cognizioni ehe vengono acquistate nella scuola popolare. Gli scolari provenienti da una scuola popolare i quali nel certificato di frequentazione abbiano riportato nella religione almeno la nota «buono», sono dispensati da tale esame. b) Lingua italiana. L’esame vien dato in iseritto ed a voce. Si richiede speditezza nel leggere e nello serivere; sicu- rezza nello serivere sotto dettatura, conoscenza degli elementi della morfologia e neH’analisi di proposizioni semplici e complesse. c) Aritmetica. L’esame si fa in iseritto ed a voce. Si esige la conoscenza delle quattro operazioni fondamentali con nu-meri interi. Per qucsti esami non si paga alcuna tassa. Gli scolari che in base a questo esame sono dichiarati non idonei ad esser ammessi alla scuola media, tanto nella ses-sione di estate che in quella di autunno, non possono dare una seconda volta 1'esame di ammissione ne nell’Istituto dal quäle furono dichiarati non idonei; ne in un altro che abbia la medenima lingua d’insegnamento, ma sono rimandati al prossimo anno scolastico. A questi scolari viene restituita la tassa d’iscrizione ed il con-tributo per la biblioteca degli scolari, pagati all’atto deH’iscrizione. Per 1’ammissione alle altre classi si richiede: a) 1’ etä corrispondente, b) la prova di possedere le cognizioni fissate dal piano d’ insegnamento. Questa vien data o col dimostrare di aver assolto nel-1’ anno precedente la classe corrispondente di una Scuola Reale di eguale organizzazione o per mezzo di un esame di ammissione. Gli scolari che vengono da Scuole Reali con altra lingua d’insegnamento o di altra organizzazione, daranno quest'esame soltanto nella lingua italiana, rispettivamente in quelle lingue moderne nelle quali non ebbero un’eguale preparazione. Per questi esami non si paga alcuna tassa. Gli scolari che non hanno frequentato nell’anno precedente una Scuola Reale pubblica, quelli che hanno abbando-nato la Scuola Reale prima della classificazione finale e quelli che hanno studiato privatamente, daranno un esame di ammissione, l’estensione del quäle varierä a seconda dei casi. Per questo esame si deve pagare a titolo di tassa d’esame d’ammissione l’importo di corone 24. — . * * * Gli esami di ammissione alla prima classe si terranno il giorno 16 settembre dalle ore 8 ant. in poi, soltanto nella Scuola madre. Gli esami di ammissione alle altre elassi si terranno nei giorni 16 settembre dalle 9 ant. alla 1 pom., e 17-19 settembre dalle ore 8 ant. alla 1 pom , tanto nella Scuola madre quanto nella Succursale. Gli scolari obbligati a dare questi esami si presente-teranno il giorno 16 settembre alle ore 9 ant nella Direzione del-1’Istituto (via Acquedotto), dove v^ranno debitamente informati in proposito, I — no — Gli esami di riparazioue e gli esami suppletori si ter-ranno nei giorni 16 settembre dalle ore g antim. alla i pom., e 17-19 settembre dalle ore 8 ant. alla 1 pom., tanto nella Scuola madre quanto nella Succursale. Gli scolari ai quali venne concesso di dare 1' esame di ri-parazione, si presenteranno il giorno 16 settembre alle 9 ant. dal rispettivo professore; quelli cai venne concesso 1'esame supple-torio, il giorno 16 settembre alle ore 9 ant. nella Direzione del-1’Istituto. Gli scolari che non si presentassero nei giorni stabiliti e non potessero giustificare il ritardo, trascorso il periodo degli esami (16-19 settembre), perderanno ogni diritto alla continua-zione di questi. II giorno 20 settembre verrk celebrato negli oratori della Scuola madre e della Succursale un ufficio divino d’inaugurazione deli’anno scolastico, ed il giorno 21 settembre alle ore 8 ant. principieranno regolarmente le lezioni. INDICE. pagina Prof. G. Betico : Le dne fonti deli' Oreste alfieriano .... 3 Notizie Scolastichc compilate dal direttore: I. Personale insegnante..............................................33 II. Piano delle lezioni..............................................38 III. Libri di testo usati nell’anno scolastico 1908- 19O9 . 62 IV. Temi di lingua italiana...........................................67 V. Ragguagli statistici..............................................71 VI. Beneficenza.......................................................78 VII. Aumento delle collezioni scientifiche.............................81 VIII. Esami di maturitä.................................................91 IX. Cronaca della scuola............................................95 X. Esercizi ginnastici, giuochi ali' aperto, gite 100 XI. Decreti piü importanti ..........................................102 XII. Elenco d’ onore degli scolari distinti...........................105 XIII. Avviso per 1’anno scolastico 1909-1910...........................107 *